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Sanità, Tolmezzo, Tarvisio e Gemona al centro degli investimenti Asufc

Tolmezzo è uno dei punti di riferimento della nuova rete sanitaria territoriale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale. La Casa della comunità del capoluogo carnico è infatti già attiva, insieme a quelle di Tarvisio, Codroipo e Palmanova, nell’ambito del programma di investimenti strutturali illustrato ai sindaci del territorio durante un incontro organizzato a Udine.

Un piano che coinvolge direttamente anche il resto dell’Alto Friuli. A Tarvisio è operativa la Casa della comunità, mentre a Gemona del Friuli proseguono gli interventi sul distretto sanitario e sulla nuova sede destinata a ospitare i servizi territoriali.

Complessivamente sono 54 le opere che interessano il territorio dell’Asufc, distribuite in 15 Comuni dall’Alto Friuli alla Bassa Friulana. Di queste, 37 sono finanziate attraverso il programma degli investimenti straordinari, mentre 17 rientrano nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e riguardano in particolare la realizzazione delle Case e degli ospedali di comunità.

Il valore complessivo degli investimenti raggiunge i 425,2 milioni di euro. La quota più consistente, pari a 283,3 milioni e al 66,6 per cento del totale, è garantita dal bilancio regionale. Altri 110,1 milioni, pari al 25,9 per cento, provengono da fondi statali, mentre 31,8 milioni, il 7,5 per cento, sono finanziati attraverso il Pnrr. Attualmente sono 19 i cantieri in corso o in fase di avvio.

Il quadro degli interventi è stato presentato dal direttore generale dell’Asufc Denis Caporale nel corso del confronto con i sindaci, dedicato sia allo stato di avanzamento delle opere sia all’evoluzione dell’organizzazione dei servizi sanitari. Al centro dell’incontro il rafforzamento della sanità territoriale, l’integrazione tra ospedali e servizi di prossimità e la crescente sfida rappresentata dalla non autosufficienza.

Un momento del confronto che si è svolto a Udine con i sindaci del territorio dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale

Oltre alle strutture già operative a Tolmezzo e Tarvisio, la Casa della comunità di Tarcento è pronta per essere inaugurata. Sono invece in fase di completamento i lavori a Cividale del Friuli e Cervignano, mentre a Latisana il cantiere è già stato avviato.

A San Daniele del Friuli è stato completato il nuovo Pronto soccorso e proseguono gli interventi di adeguamento antincendio e quelli destinati alla futura Casa della comunità. Investimenti sono in corso anche negli ospedali di Palmanova e Latisana, con nuovi servizi, adeguamenti strutturali e infrastrutture a supporto dell’attività sanitaria.

La parte più rilevante del programma riguarda il polo ospedaliero di Udine, dove sono concentrati 18 interventi per un valore superiore a 298 milioni di euro. Tra le opere previste figurano il nuovo padiglione, il nuovo ingresso del Pronto soccorso pediatrico e la riqualificazione del comprensorio di Sant’Osvaldo.

Al termine dell’incontro, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha ringraziato la direzione dell’Asufc «per il grande lavoro svolto in questi anni».

«Oggi presentiamo opere programmate e realizzate che rappresentano il risultato di una strategia coerente e di lungo periodo – ha dichiarato Riccardi –. Sono investimenti che non riguardano singole realtà, ma un sistema sanitario che deve rispondere ai bisogni di oltre un milione di cittadini».

L’assessore ha ricordato che la riorganizzazione della sanità regionale in tre aziende ha permesso di affrontare la complessità della pandemia e di consolidare un modello basato sull’integrazione tra gli ospedali hub, le strutture spoke e i servizi territoriali.

«La sanità territoriale non è più un progetto, ma una realtà concreta. Dobbiamo però continuare a superare le inappropriatezze, ridurre ulteriormente i ricoveri evitabili e rafforzare l’assistenza domiciliare, perché è lì che si gioca la qualità della presa in carico delle persone. La sanità non è quella di un singolo territorio: è una rete regionale che deve garantire risposte omogenee a tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia».

Riccardi ha quindi indicato nella non autosufficienza la principale sfida per il futuro del sistema sanitario regionale.

«Dobbiamo rafforzare la rete post ospedaliera, integrare le cure primarie con i percorsi assistenziali e costruire un modello nel quale pubblico e privato collaborino sempre di più, superando una logica fondata sulla sola prestazione».

L’assessore ha infine evidenziato che il bilancio sanitario 2026 non ha richiesto ulteriori incrementi del Fondo sanitario regionale, poiché gli obiettivi di gestione sono stati rispettati, sottolineando anche il clima positivo registrato durante l’approvazione della recente manovra di assestamento.