Fusea e Cazzaso, Vicentini respinge l’affondo dell’opposizione: «Sicurezza e dati vengono prima»
«Il futuro delle nostre frazioni merita un confronto serio e basato sui fatti, non sugli slogan. La comunità ha bisogno di risposte credibili e sicurezza, non di illusioni». È partita da queste parole la risposta del sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini, a nome di tutta la maggioranza, all’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale dall’opposizione sulle frazioni di Fusea, Cazzaso e Cazzaso Nuova.
Il documento, illustrato dal consigliere Roberto Busolini, chiedeva all’Amministrazione di accelerare la riclassificazione urbanistica delle aree edificabili inserite nelle zone B0 e B3, di introdurre ulteriori forme di alleggerimento dell’ILIA e di attivarsi presso Regione e organismi competenti per ridiscutere la classificazione di pericolosità P4 che interessa Cazzaso. L’ordine del giorno ricordava anche le istanze depositate l’11 marzo 2026 dai proprietari: venti domande relative a 32 mappali in zona B3 e sedici domande riguardanti 20 mappali in zona B0.

Vicentini ha però definito la convocazione straordinaria una «forzatura inutile», sostenendo che le richieste dei residenti siano già all’attenzione degli uffici comunali e facciano parte della cosiddetta “variante dei cittadini”. Le domande, ha spiegato, dovranno essere sottoposte all’istruttoria tecnica prevista nell’ambito della variante stessa, successivamente, al voto del Consiglio comunale.
«Il Piano regolatore guarda a Tolmezzo nel suo insieme, non a singoli pezzi – ha affermato il sindaco –. Non si può discutere e decidere la riclassificazione nel corso di un Consiglio straordinario, perché esiste una procedura obbligatoria e specifica da seguire». Da qui il mancato accoglimento dell’ordine del giorno, giudicato dall’Amministrazione privo di effetti concreti su un procedimento già avviato.
Una parte rilevante della risposta è stata dedicata al tema fiscale. Vicentini ha ricordato che dal 2004, sull’intero territorio comunale, vengono applicate riduzioni del valore imponibile del 15 o del 30 per cento per le aree caratterizzate da particolari difficoltà morfologiche e geologiche, per i terreni interclusi, irregolari, gravati da servitù o di dimensioni tali da limitarne l’edificabilità.
Dal 2021 il valore delle aree pertinenziali fino a cento metri quadrati è inoltre azzerato, mentre per le superfici eccedenti viene applicata un’ulteriore riduzione del 15 per cento. Nel 2023 l’Amministrazione ha poi ridotto le aliquote ILIA per seconde case, aree fabbricabili e altre categorie di immobili, con un risparmio complessivo stimato in circa 150 mila euro all’anno per i contribuenti tolmezzini. La misura è ancora in vigore.
Il sindaco ha portato in aula anche i dati relativi alle tre frazioni. Per le 37 aree classificate B0 il gettito complessivo dell’ILIA ammonterebbe a circa 490 euro all’anno, con una media di 13 euro per posizione. Per le 58 aree B3 il gettito sarebbe invece di circa 1.180 euro, pari a una media di 20 euro annui. Molte delle proprietà, ha precisato, beneficiano già delle riduzioni previste.
L’opposizione aveva richiamato anche il precedente del Comune di Amaro, dove è stato azzerato il valore di determinate aree pertinenziali fino a 400 metri quadrati, quando vincoli geometrici, morfologici o geologici ne annullano il valore di mercato. Secondo Vicentini, tuttavia, non sarebbe possibile trasferire automaticamente quella disciplina a Tolmezzo, trattandosi di territori e situazioni urbanistiche differenti. Nei tre abitati, inoltre, le pertinenze superiori ai cento metri quadrati sarebbero soltanto nove.
Il passaggio più delicato ha riguardato la frana di Cazzaso. Il sindaco ha ricordato che i vincoli sull’area risalgono a un decreto ministeriale del 1952 e sono stati confermati dagli strumenti urbanistici successivi, comprese le norme aggiornate nel 2020. I movimenti del versante vengono costantemente controllati dalle strutture tecnico-scientifiche della Protezione civile regionale.
Vicentini ha sottolineato che le aree edificabili comprese nella zona P4 sono già esentate dall’ILIA. Per i fabbricati, invece, la normativa regionale consente l’azzeramento del tributo soltanto in presenza di un’ordinanza che ne dichiari l’inagibilità. A Cazzaso, ha precisato, non risultano immobili interessati da provvedimenti di questo tipo.
«Non compete al Comune mettere in discussione i vincoli stabiliti dalle autorità competenti», ha concluso il sindaco, accusando l’opposizione di trasformare una questione tecnica e di sicurezza in uno scontro politico. La linea dell’Amministrazione resterà quindi improntata al principio di precauzione: «La tutela dei cittadini non è un ostacolo burocratico, ma una garanzia di responsabilità».
