L’opposizione di Buja: «La maggioranza dia più attenzione alle famiglie in difficoltà»
“Sul tema del fisco locale e delle tariffe dei servizi comunali esiste ancora un margine di intervento a favore dei cittadini, che auspichiamo la maggioranza voglia cogliere entro la conclusione del mandato amministrativo, prevista il prossimo anno”. Lo affermano i consiglieri comunali di A Buja si può – Insieme – A Buje si pues, Giulia Mattiussi, Francesca Santi e Sandro Calligaro.
“Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, durante il quale si è discusso il Rendiconto dell’esercizio 2025, l’Assessora Lizzi ha illustrato una situazione finanziaria caratterizzata da stabilità. A nostro parere, tuttavia, – proseguono i Consiglieri di minoranza – rimangono aperte delle questioni su cui la maggioranza continua a non voler avviare un confronto”.
“Ci riferiamo, ad esempio, all’addizionale comunale IRPEF, che a Buja conserva l’aliquota unica allo 0,65% per tutti i redditi superiori a 7.500 euro annui, restando uno dei pochi Comuni della Comunità collinare ad avere un’aliquota unica, peraltro una delle più alte”, continuano Mattiussi, Santi e Calligaro. “In questi anni abbiamo più volte invitato l’Amministrazione comunale a rimodulare l’addizionale comunale IRPEF in base a scaglioni di reddito, pur senza incidere sul gettito complessivo, ma la proposta non ha incontrato il favore della maggioranza”.
“Inoltre, le tariffe dei servizi comunali (ad esempio le tariffe dei servizi scolastici) negli ultimi anni hanno subito aumenti legati all’adeguamento dei costi all’inflazione. Per questo motivo riteniamo necessario che venga introdotta una differenziazione per fasce di ISEE in tali tariffe, in particolare quelle che toccano la sfera del welfare familiare e sociale”, proseguono i consiglieri di A Buja si può – Insieme – A Buje si pues. “In quest’ottica, nell’ultima seduta del Consiglio comunale abbiamo votato contro la modifica del regolamento dell’asilo nido comunale, che prevede l’eliminazione dell’ISEE come criterio di priorità in caso di parità di punteggio nella graduatoria di ammissione.”
“Infine, – concludono Mattiussi, Santi e Calligaro – affinché le scelte dell’Amministrazione siano il più possibile condivise, abbiamo proposto di aumentare le forme di partecipazione e di coinvolgimento di tutta la collettività, ad esempio attraverso strumenti quali il bilancio partecipato, già sperimentato con successo in diversi Comuni. È indubbio che i conti del Comune presentino un quadro di stabilità finanziaria. È altrettanto vero, però, che le scelte politiche di questa maggioranza non sono andate nella direzione di incentivare la giustizia sociale. Riteniamo che in una fase in cui il potere d’acquisto di molte famiglie si è sensibilmente ridotto, l’Amministrazione sia tenuta a dare una attenzione ancora maggiore alle cittadine e ai cittadini in difficoltà.”
