Giada Messetti presenta a Bordano il suo libro “Quando tornano le rondini”
Martedì 7 luglio, alle ore 20.30, la Sala consiliare del Comune di Bordano ospiterà la scrittrice e giornalista Giada Messetti, che presenterà il suo libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto”, pubblicato da Mondadori nella collana Strade Blu. L’incontro è organizzato dal Circolo Culturale Pavees, che con questa serata aggiunge un nuovo appuntamento al proprio calendario di iniziative dedicate alla cultura e alla memoria del territorio.
Nata a Gemona, Messetti è sinologa e autrice di saggi e programmi radiotelevisivi dedicati alla Cina contemporanea. Con questo libro compie però un viaggio inedito e profondamente personale, verso le proprie radici. La sera del 6 maggio 1976, sua madre Mila si trovava a pochi chilometri da Gemona quando un sisma di magnitudo 6,5 sconvolse il Friuli, distruggendo 17.000 edifici, devastando 900 chilometri quadrati di territorio e causando 990 vittime. La famiglia si salvò, ma la casa scomparve in un attimo e, con essa, i nidi delle rondini, che a lungo non fecero ritorno. Per anni Mila visse in una baracca per sfollati: fu lì che incontrò Augusto, giovane volontario del servizio civile giunto per aiutare nella ricostruzione, e lì che nacque Giada, che si definisce per questo “figlia del terremoto”.
«Volevo fare un libro sulla vita, non sulla morte», racconta l’autrice, che ha scelto di intervistare persone che la conoscono fin da bambina e che le hanno regalato le loro storie. Ne nasce un racconto che intreccia la memoria privata con quella collettiva: attraverso oggetti quotidiani sopravvissuti alle macerie, testimoni silenziosi di un momento, di un’emozione, di una persona cara che non c’è più, Messetti racconta una terra ferita ma caparbia, che ha saputo ripartire da zero e ha visto, finalmente, le rondini tornare.
Il libro, uscito a maggio in occasione del cinquantenario, ha già ricevuto attenzione a livello nazionale: lo scorso maggio è stato presentato nella Sala stampa della Camera dei Deputati, a conferma del valore civile di un’opera che celebra il “modello Friuli”, ancora oggi riconosciuto in Italia e a livello internazionale come esempio di resilienza, concretezza e buon governo
