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PD e AVS sulle celebrazioni del 50° del terremoto a Gemona: «Mancata trasparenza e troppi sfarzi»

«Quest’anno ricordiamo il catastrofico terremoto che colpì Gemona. Ogni anno, per 49 anni, questa stessa nostra comunità ha vissuto il 6 maggio nella sua giusta dimensione, quella umana: la commemorazione e le preghiere per tutte le vittime, il ricordo della tragedia e della distruzione che quell’evento causò nonché la straordinaria mobilitazione del popolo friulano ai fini della ricostruzione materiale e morale. Le nuove generazioni, quelle che non hanno vissuto il terremoto e tutto ciò che ne è seguito, non conoscono il tragico carico di distruzione e il dramma della perdita sia delle persone care sia di tutto ciò di materiale che spesso era il risultato di una vita di lavoro: è probabile che per loro le modalità con cui si sono organizzati gli eventi del cinquantesimo anniversario appaiano normali, persino opportune. Ma le sfarzose e quasi festose celebrazioni organizzate per questo cinquantesimo anniversario ci impongono una riflessione profonda e non banale, perché è sotto gli occhi di tutti che la “commemorazione” ha lasciato il posto alla “celebrazione”». Parole di Marco Pischiutti, segretario del Circolo PD gemonese, e di Saverio Scalera, segretario del Circolo Sinistra Italiana-AVS Pedemontana Friulana,

«Non abbiamo timore di essere smentiti se affermiamo che “esagerazione” è il termine che meglio si adatta a tutta una serie di iniziative che una parte della politica regionale e nazionale ha voluto come autocelebrazione di sé stessa, relegando la commemorazione delle vittime, la gestione dell’emergenza e la mobilitazione popolare per la ricostruzione a brevi parentesi dove, peraltro, non tutte le vittime sono state degnamente ricordate come risulta evidente dall’assenza di ogni riferimento alle undici persone morte tra le macerie della Manifattura di Gemona – proseguono gli esponenti della sinistra -. Colpisce anche la delegittimazione del consiglio comunale di Gemona, prima e fondamentale Istituzione che rappresenta tutti i cittadini gemonesi, cui è stata negata la possibilità di intervenire all’incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella presso il Cinema Teatro Sociale per lasciare spazio alla politica regionale. Del resto, l’amministrazione comunale di Gemona ha abdicato in questa occasione che la vedeva protagonista assoluta ai suoi ruolo e funzione, delegando in tutto e per tutto la politica che si fa a Trieste nel decidere come ricordare il terremoto del Friuli».

»Un esempio dello sfarzo voluto per celebrare, più che il Friuli e il ricordo di come questa comunità sia stata capace di rinascere, la passerella dei vari politici regionali è stato il discusso e discutibile concerto di un cantante costato, complessivamente, 2.568.720 euro – proseguono Pischiutti e Scalera, con evidente riferimento al concerto di Andrea Bocelli -. Per dare l’idea, una cifra che potrebbe pagare un anno intero di stipendio lordo a più di settanta infermieri. Di fronte alle spese scandalose di questi e degli altri milioni di denaro pubblico i nostri circoli stanno organizzando entro la fine di quest’anno modalità di ricordo e rivisitazione profonde di quella che fu la tragedia che cambiò per sempre la storia della nostra comunità, capace di risollevarsi dalla distruzione totale e di riprendere in mano il proprio destino, e che a breve renderemo pubbliche. Intanto in nome della trasparenza da mesi attendiamo risposte, non ancora ricevute, alle richieste di conoscere l’esatto ammontare del finanziamento pubblico complessivo deliberato dalla Regione per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario del terremoto, nonché del loro utilizzo». 

«Nell’attesa, speriamo che il centesimo anniversario sia molto più sobrio e umano», concludono Pischiutti e Scalera