L’unicità del ghiacciaio del Montasio: cambia il clima, la sua massa resiste
Si è svolto nelle scorse settimane il monitoraggio primaverile del ghiacciaio occidentale del Montasio, uno degli ultimi sopravvissuti nell’arco alpino orientale a seguito del cambiamento climatico. L’evoluzione del ghiacciaio viene monitorata da oltre 15 anni con due specifici rilievi in primavera e autunno. Lo studio è condotto dall’Università di Udine (equipe del professor Federico Cazorzi) con la collaborazione del personale della Struttura stabile centrale per l’attività di monitoraggio del manto nevoso e del rilievo dei fenomeni valanghivi del Corpo Forestale Regionale e della Stazione forestale di Tarvisio, con il supporto logistico della Protezione Civile Regionale.
Nonostante sia situato a una quota modesta, compresa tra i 1.860 e 2.050 m s.l.m. (è quello a quota inferiore di tutto l’arco alpino) il piccolo ghiacciaio dell’estensione di circa sette ettari ha manifestato nel tempo elevate doti di resilienza dovute alla sua esposizione a nord, in una nicchia riparata dalla radiazione solare, alla sua continua alimentazione dalle valanghe che si originano nei versanti soprastanti e alla presenza di detriti rocciosi in superficie che isolano il ghiaccio sottostante, rallentandone la perdita di massa per fusione.
L’esecuzione delle operazioni previste sul ghiacciaio del Montasio ricade nell’ambito del monitoraggio nivologico e glaciale dei ghiacciai alpini, attività essenziale per permettere una migliore comprensione dei cambiamenti climatici in atto e mitigare i rischi idrogeologici. Le misure vengono oggi effettuate mediante un approccio integrato: alle misure dirette, sondaggi di spessore e misure di densità che consentono anche un confronto con le serie di dati storici, si associano i rilievi satellitari e le scansioni laser (LiDAR) da drone, che permettono di ricavare la topografia della superficie con altissima precisione.
La misura di fine maggio serve a determinare il volume di accumulo di neve invernale. In attesa di elaborare i dati topografici di precisione, un dato preliminare è lo spessore del manto nel punto in cui si effettua la misura di densità in trincea. Il valore massimo registrato dal 2009 è stato di 740 cm (anno 2011), il minimo di 310 cm (anno 2022). Nel 2026 è stato misurato uno spessore di 400 cm, ma la misura è stata anticipata di circa 10 giorni rispetto alla data usuale, il che rende il valore in linea con il record negativo del 2022, risultato di un inverno con precipitazioni nevose molto scarse e tardive.
Su tutti i ghiacciai monitorati le misure sono complessivamente mirate al calcolo dei bilanci di massa annuali che, associati ai dati meteorologici, offrono un quadro estremamente preciso dell’evoluzione dei corpi glaciali e del clima nelle aree alpine.
