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Industria friulana: produzione a +0,6% nel primo trimestre, tengono gli ordini

Il sistema industriale friulano apre il 2026 mostrando segnali di tenuta, pur muovendosi in un quadro internazionale reso complesso dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai conseguenti rincari energetici. Secondo l’indagine congiunturale dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine relativa al primo trimestre dell’anno, la produzione industriale ha registrato un incremento congiunturale del +0,6% rispetto all’ultimo trimestre del 2025, mentre il dato tendenziale su base annua evidenzia una flessione contenuta al -0,2%.

La lieve progressione congiunturale risente in parte di una reazione preventiva delle imprese che, a seguito dei blocchi logistici nello Stretto di Hormuz e del forte rialzo delle materie prime (con il petrolio Brent salito a 108 dollari al barile e il gas TTF a 50 €/MWh), hanno anticipato le lavorazioni e incrementato le scorte per evitare interruzioni nelle catene di fornitura. Parallelamente, si registra un aumento del grado di utilizzo degli impianti, passato dal 76,2% al 77,8%.

L’analisi dei singoli comparti manifatturieri evidenzia dinamiche divergenti. La siderurgia si attesta su valori positivi, con un +2,3% su base congiunturale e un +1,5% su base annua, trainata dalla ricostituzione dei magazzini e dalle commesse infrastrutturali. Segni di ripresa si riscontrano anche nella chimica (+8% congiunturale, pur con un saldo annuo a -4,1%), nella carta (+6% rispetto al trimestre precedente) e nella gomma-plastica (+1% congiunturale e +3% tendenziale). Al contrario, la meccanica flette del -1,2% trimestrale e del -1,1% annuo, risentendo del rallentamento della domanda europea. In contrazione anche il legno-arredo (-2,7% congiunturale) e l’alimentare (-3% sul trimestre, ma a +1,2% sull’anno), mentre il settore dei materiali da costruzione accusa il calo più vistoso, cedendo il 19% congiunturale e il 9% tendenziale.

Sotto il profilo commerciale, il fatturato del trimestre segna un +0,5% congiunturale, ma cala del -2,4% nel confronto annuo. Indicazioni di stabilizzazione arrivano invece dagli ordinativi, cresciuti del +3,8% sul trimestre precedente e del +2,9% su base annua. Sul fronte occupazionale, il mercato del lavoro locale conferma la propria stabilità con una variazione positiva dello 0,4%, segno della scelta delle aziende di preservare le competenze interne.

Le previsioni a breve termine degli imprenditori esprimono una cauta fiducia: il 57% degli intervistati si attende un incremento della produzione e il 40% la stabilità, nell’ipotesi di una graduale normalizzazione del contesto mediorientale entro l’estate. Rimangono tuttavia elementi di rischio legati alla ripresa dell’inflazione nazionale (salita al 2,7% in aprile) e alle prospettive di un prossimo rialzo dei tassi d’interesse da parte della BCE.

Sul tema è intervenuto il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, che ha sottolineato la capacità di adattamento della manifattura friulana, richiamando la necessità di investire in innovazione tecnologica e formazione delle risorse umane per mantenere la competitività sui mercati esteri. Pozzo ha infine evidenziato l’importanza del supporto delle istituzioni nazionali ed europee nella definizione di politiche industriali orientate allo sviluppo infrastrutturale e alla semplificazione burocratica.