Dalla cucina all’impresa: la sfida della ristorazione alla convention Confcommercio-Fipe
La ristorazione e i pubblici esercizi come motore economico, presidio sociale e leva di attrattività del territorio. I temi al centro della convention organizzata da Confcommercio Fipe Udine, di concerto e con il contributo di Fipe nazionale, al Castello di Susans, ospite d’eccezione il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. L’appuntamento, concluso con una cena di gala, ha riunito imprenditori, rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo della ristorazione per un momento di confronto sulle trasformazioni del settore.
IL SUPPORTO DEGLI SPONSOR
A dare supporto come main sponsor all’iniziativa, che ha avuto il patrocinio della Camera di Commercio Pn-Ud, Bluenergy, Fidimpresa Friulveneto, CiviBank Gruppo Sparkasse, Eat Friuli (gruppo Confcommercio che unisce C.D.A., Goccia di Carnia, Gustochef, Morgante, Pezzetta, Wolf, Vida, Specogna e Venfri) e MD Systems. Hanno inoltre partecipato le cantine Guerra Albano, Pitars e Myò Zorzettig.
UN SETTORE STRATEGICO
In provincia di Udine, secondo i dati Movimprese-InfoCamere aggiornati al 31 marzo 2026, le attività di servizi di ristorazione sono 3.083. Sul fronte occupazionale, i dati Inps parlano di 15.455 dipendenti. Numeri che confermano il peso strategico dei pubblici esercizi nell’economia locale, ma anche il loro ruolo nella qualità della vita delle comunità e nell’attrattività turistica.
IL MODELLO FRIULI
Ad aprire la convention, il vicepresidente nazionale e presidente di Confcommercio Udine Giovanni Da Pozzo. «Il Friuli ha tutte le caratteristiche per diventare un modello di ospitalità moderna e radicata – le sue parole –. Abbiamo imprenditori capaci, prodotti identitari, turismo in crescita e una cultura dell’accoglienza che rappresenta un valore aggiunto competitivo. Eventi come questo servono a creare connessioni, idee e consapevolezza attorno a un settore fondamentale per l’economia provinciale».
PATRIMONIO UNESCO
«La cucina italiana – il commento del ministro Ciriani –, e quindi la ristorazione italiana, sono un’eccellenza della nostra nazione. Il 10 dicembre 2025, la cucina italiana è stata ufficialmente iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco; questo risultato, oltre ad essere motivo d’orgoglio, è un riconoscimento mondiale di uno dei tratti più identificativi del nostro Paese. Un traguardo che, insieme al turismo in crescita, va sfruttato al meglio anche in Friuli Venezia Giulia. La nostra cucina regionale con le sue specialità e eccellenze dal mare alla montagna, portata avanti come una bandiera dai nostri ristoratori, può essere un perno nello sviluppo e nell’ampliamento del mercato. Il governo sarà sempre al fianco di chi con impegno e fatica produce lavoro e rappresenta al meglio l’Italia».
DA CUOCHI A IMPRENDITORI
Argomento di dibattito l’evoluzione della figura del ristoratore. «Il passaggio da ristoratore a imprenditore a tutto tondo è la vera sfida dei prossimi anni – sottolinea il capogruppo provinciale Confcommercio Fipe Antonio Dalla Mora –. Lo abbiamo visto anche durante il Covid: i pubblici esercizi sono centrali nel mantenere vive le città e le comunità. Oggi più che mai servono formazione, consulenza, aggiornamento e la forza del gruppo associativo per affrontare i cambiamenti del mercato e valorizzare la cucina italiana come elemento culturale distintivo della nostra identità».

IL “SENSE OF ITALY” COME VALORE
Il presidente nazionale Confcommercio Fipe Lino Enrico Stoppani, nel ricordare il passaggio storico dell’istituzione come legge dello Stato della Giornata della Ristorazione, è sulla stessa linea: «La ristorazione italiana rappresenta molto più di un comparto economico – evidenzia Stoppani –. È identità, cultura, memoria, stile di vita. I pubblici esercizi sono uno dei volti più autentici del “Sense of Italy”, un patrimonio fatto di convivialità, ospitalità, territorio e qualità che contribuisce ogni giorno a rafforzare il brand Italia nel mondo».
NUOVE OPPORTUNITÀ
Tra gli ospiti anche Federico Lorefice, direttore della rivista Grande Cucina, che offre una riflessione sull’evoluzione del mercato e sui nuovi modelli dell’ospitalità contemporanea: «Oggi parlare di pubblici esercizi significa parlare di un settore in profonda trasformazione. Non stanno cambiando solo i consumi, ma anche le città, i flussi e il modo in cui un’attività costruisce identità e relazione. Sempre più spesso la ristorazione dialoga con hotellerie, design, retail, formazione ed experience hospitality. Accanto alle difficoltà si stanno aprendo spazi importanti per chi sa innovare e leggere il mercato con visione contemporanea».
IL SUPPORTO DELLA REGIONE
L’assessore alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini ha rimarcato come «in un momento di profondo cambiamento per il piccolo commercio locale, la Regione non ha fatto mancare strumenti innovativi e supporto di risorse. Un quadro in cui emerge con forza il dinamismo della ristorazione, tra i comparti in maggiore crescita negli ultimi 10 anni in Friuli Venezia Giulia secondo un recente studio Nomisma, con un +9% e soprattutto con un incremento del 62% degli occupati. È uno dei settori del terziario che contribuisce in modo decisivo all’aumento complessivo dell’occupazione».

