Osoppo, l’eurodeputato Alessandro Ciriani in visita alla Fantoni
L’eurodeputato Alessandro Ciriani ha fatto visita oggi alla sede del Gruppo Fantoni a Osoppo, accolto dal presidente Paolo Fantoni, che all’interno di FederlegnoArredo riveste l’incarico di vicepresidente vicario con delega alla Sostenibilità, ed è Presidente di Assopannelli.
Oltre a illustrare al parlamentare friulano il piano da 60 milioni di euro che l’azienda sta portando avanti a sostegno dell’economia circolare e della riduzione dei consumi energetici, tema centrale dell’incontro è stata la revisione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM). Un dossier che Ciriani sta seguendo in Commissione ITRE come responsabile per il gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR). Questa disciplina, in vigore dallo scorso 1° gennaio, va a colpire anche l’importazione di urea, il cui maggiore produttore è la Cina, una materia prima essenziale per colle, resine e produzione di pannelli in legno per edilizia e arredamento.
Assopannelli stima per le aziende un aumento dei costi fino al 12% e una conseguente perdita di competitività per l’intera filiera legno-arredo europea. Questa non è l’unica filiera a soffrire: così come è ora definito, il CBAM penalizza fortemente anche tutto il settore agricolo che utilizza l’urea come base per i fertilizzanti azotati.
“Il CBAM si applica alle materie prime e ai semilavorati, ma non ai prodotti finiti – ha sottolineato il paradosso Fantoni -. Questo rischia di favorire mobili realizzati fuori dall’UE che, pur contenendo urea, entrano nel mercato europeo senza oneri aggiuntivi. È paradossale che una norma pensata per evitare fenomeni di carbon leakage e per tutelare la produzione europea, rischi di avere effetti opposti per un settore che è altamente sostenibile. Tanto più se consideriamo che oggi oltre il 60% dei pannelli prodotti in Europa utilizza legno riciclato”.
“Se vogliamo davvero evitare la delocalizzazione della produzione fuori dai confini UE, non basta intervenire sui materiali di base – ha detto Ciriani -. Dobbiamo guardare con estrema attenzione all’intera catena del valore. Serve un’estensione del meccanismo che sia mirata e proporzionata, ma coerente con la realtà delle nostre filiere industriali. Altrimenti – avverte l’eurodeputato friulano – rischiamo un paradosso inaccettabile: l’impresa europea paga il costo del carbonio, mentre il concorrente extra-UE continua a importare nel nostro mercato prodotti finiti senza sostenere gli stessi oneri”.
“Nel mio ruolo affidatomi dal gruppo parlamentare ECR in commissione ITRE per la revisione del regolamento CBAM – ha concluso Ciriani -. Lavorerò in stretta sinergia con il relatore Massimiliano Salini. Il nostro obiettivo comune è far sì che il testo finale accolga le istanze della filiera. Vogliamo che il CBAM si trasformi in uno scudo concreto a tutela delle nostre imprese, evitando che diventi invece un ostacolo burocratico o un fattore di rischio per il nostro sistema produttivo come è nell’attuale impostazione”.
(nella foto Alessandro Ciriani e Paolo Fantoni)
