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1.maggio. Dignità del lavoro, salari, pace: il grido delle piazze del Friuli Venezia Giulia

Un Primo Maggio nel segno della partecipazione, della dignità del lavoro e della pace. Sono state circa 10mila le persone che, nella mattinata di oggi, hanno preso parte alle manifestazioni organizzate in Friuli Venezia Giulia in occasione della Festa dei lavoratori. Complice anche il bel tempo, le piazze di Trieste, Cervignano, Pordenone, Gradisca e Cave del Predil si sono riempite di lavoratrici, lavoratori, pensionati, giovani, famiglie, rappresentanti sindacali e associazioni, uniti da un messaggio comune: il lavoro deve tornare al centro delle scelte politiche, economiche e sociali.

Il corteo più partecipato è stato quello di Trieste, con quasi 5mila persone, seguito da Cervignano, dove si sono radunati circa 4mila manifestanti. Anche nelle altre piazze regionali la partecipazione è stata significativa, confermando la volontà di trasformare il Primo Maggio non solo in una giornata di festa, ma anche in un momento di rivendicazione collettiva.

Al centro degli interventi, il tema della dignità del lavoro, messa in discussione da salari considerati insufficienti, precarietà, part-time involontario, appalti al ribasso e condizioni di sicurezza ancora troppo fragili. Un filo rosso che ha unito le piazze del Friuli Venezia Giulia alla manifestazione nazionale dei sindacati confederali a Marghera, alla quale ha partecipato anche Michele Piga, segretario generale della Cgil regionale.

«Da queste piazze sale un messaggio chiaro: democrazia significa partecipazione e valorizzazione del lavoro», ha dichiarato Piga. «Una dignità troppo spesso calpestata dalla mancanza di sicurezza, dalle morti sul lavoro che continuano a insanguinare questo Paese, dallo sfruttamento e dai bassi salari».

Proprio sicurezza, salari e lotta al precariato sono stati i temi principali della critica al decreto lavoro varato dal Governo, giudicato dalla Cgil «del tutto insufficiente» rispetto alla perdita di potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori. Secondo Piga, le misure messe in campo non bastano ad affrontare una situazione che negli ultimi anni si è aggravata, anche a causa dell’inflazione e dell’aumento dei costi di beni essenziali.

Il segretario regionale ha chiamato in causa anche la Regione Friuli Venezia Giulia, chiedendo un’assunzione di responsabilità sul tema degli appalti. «Il presidente Fedriga abbia coraggio, ascolti queste piazze e affronti da subito la discussione sul protocollo regionale sugli appalti», ha affermato Piga. «Bisogna intervenire sui nodi della qualità del lavoro, dei salari e della sicurezza. Per garantire servizi di qualità ai cittadini si deve partire dalla valorizzazione del lavoro e della sua dignità».

La parola chiave rimbalzata da un palco all’altro è stata “contrattazione”. Non solo come strumento per aumentare i salari, ma anche come leva per costruire nuovi diritti, rafforzare le tutele e rispondere ai cambiamenti profondi del mondo del lavoro. Un mondo sempre più esposto al rischio di dumping, ribassi e fragilità contrattuali, spesso pagati direttamente sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici.

A Cervignano, dove accanto a Cgil, Cisl e Uil sono tornati anche i trattori, è intervenuto Nicola Marongiu, responsabile dell’area contrattazione e mercato del lavoro della Cgil nazionale. Marongiu ha sottolineato come la questione salariale non possa essere letta soltanto come effetto delle crisi internazionali o degli scenari di guerra, pur pesando questi ultimi sull’aumento dei prezzi, non solo dell’energia ma anche dei prodotti alimentari.

«Il problema dei salari e del loro potere d’acquisto è enorme», ha dichiarato Marongiu, «ed è legato anche alla forte diffusione del precariato e del part-time involontario». Anche i rinnovi contrattuali già conclusi, secondo il rappresentante della Cgil nazionale, non sono stati sufficienti a compensare l’inflazione del biennio 2023-2024. Da qui la richiesta di rafforzare le misure a sostegno della contrattazione, a partire dalla proroga della detassazione degli incrementi salariali prevista dalla legge di bilancio 2026.

Non è mancato, nelle piazze del Primo Maggio, il richiamo alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’appello lanciato dai sindacati è stato netto: non bisogna abbassare la guardia. Investire in sicurezza non può essere considerato un costo, ma un dovere verso le persone e un investimento per l’intera comunità. Infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro non riguardano solo chi ne è direttamente colpito, ma coinvolgono famiglie, territori e società.

Ampio spazio anche al tema della pace. Bandiere e striscioni arcobaleno hanno colorato i cortei regionali, richiamando l’urgenza di fermare i conflitti e di costruire condizioni di giustizia sociale anche a livello internazionale. Le guerre in corso, è stato ricordato, incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone, aggravando le disuguaglianze e rendendo ancora più necessario proteggere salari, diritti e potere d’acquisto.

Tra i temi affrontati anche quello delle pensioni, con la richiesta di una riforma strutturale capace di superare la logica delle proroghe annuali e di garantire tutele reali sia ai pensionati di oggi sia ai giovani che entreranno o sono già entrati nel mercato del lavoro.

Il palco regionale del Primo Maggio ha ospitato infine una riflessione sull’intelligenza artificiale, anche alla luce del cosiddetto “caso Marghera”, con il licenziamento di 37 persone sostituite dall’AI. Da qui la riaffermazione della centralità del valore umano e la richiesta di una regia condivisa sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L’intelligenza artificiale, è stato sottolineato, può rappresentare un’opportunità solo se governata in modo etico, mettendo al centro la tutela della persona-lavoratore, la sicurezza, la formazione e la qualità dell’occupazione.

Dalle piazze del mattino, la Festa dei lavoratori si è poi spostata a Udine, con la prima edizione del “concertone” in piazza Venerio, in programma dalle 16 alle 24. L’iniziativa, promossa da Cgil, Cisl, Legacoop, Confcooperative, Coop Alleanza 3.0, Culture Arti e Saperi, Carr Service e patrocinata dal Comune, ha portato per la prima volta nel capoluogo friulano una nuova occasione di incontro, musica e partecipazione collettiva nel segno del Primo Maggio.