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Caso Preone, incontro a Tolmezzo dell’assessore Riccardi con i sindaci carnici

“Crediamo che debba essere fatto un ulteriore sforzo legislativo: solleciteremo subito i nostri esponenti di Governo e i parlamentari e considereremo i tempi che ci sono dati rispetto alla determinante lettura delle motivazioni della sentenza e quelli di richiesta di appello”.

Lo ha affermato l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, al termine della riunione con i sindaci della Carnia convocata oggi a Tolmezzo, nella sede della Comunità montana con al centro i riflessi della sentenza che ha visto il sindaco di Preone Andrea Martinis e il coordinatore di Protezione civile Renato Valent ritenuti responsabili di omicidio colposo per la morte del volontario Giuseppe De Paoli, avvenuta il 29 luglio 2023.

“A poche ore da una sentenza che i sindaci non si aspettavano, l’esito di questo incontro non può che essere interlocutorio. Le sentenze non si commentano, ma si possono e si devono commentare le norme che le determinano. Ora il nostro sforzo è concentrato a capire quali siano le modifiche normative che potranno garantire che un sistema straordinario come la Protezione civile possa continuare a fare il suo lavoro” ha affermato Riccardi.

“Il testo della norma che è già passato in Conferenza Stato Regioni ed ha avviato l’iter parlamentare che interviene sulle fattispecie di cui stiamo parlando: occorre ora comprendere se sia esaustivo rispetto alle necessità del sistema di Protezione civile e più in generale del volontariato. Il legislatore può e deve dare le maggiori certezze possibili sulla responsabilità dei sindaci e degli operatori di Protezione civile. Lavoreremo con estrema puntualità, partendo anche dalla lettura delle motivazioni” ha sottolineato Riccardi.

Nel corso della riunione l’esponente della Giunta ha ripercorso tutto l’iter che ha comunque scongiurato una sentenza più pesante, sottolineando come l’iter per modificare il decreto 81/08 sia stato lungo e complesso. “L’efficacia di questo lavoro è confermata dalla sentenza stessa. Resta però la condanna penale e l’obiettivo sarà ora definire la strategia legislativa più efficace e protettiva per sottrarre alla responsabilità penale, specialmente in assenza di colpa grave, autorità, personale e volontari”.

Dando conto dei passi successivi, l’assessore ha annunciato un’agenda serrata: “In attesa di leggere le motivazioni della sentenza, che arriveranno fra circa 70 giorni, insieme al governatore Fedriga chiederemo ai nostri esponenti del governo e i parlamentari di vederci a breve per valutare se il provvedimento già in itinere sia in grado di affermare condizioni di non punibilità riconducibili alle autorità, al personale e ai volontari in attività emergenziali”.

Sul piano tecnico è emersa proprio la necessità di una netta separazione tra le condizioni di emergenza e la normalità. “Non è solo questa esperienza a evidenziarlo: quando ci si trova davanti a un’emergenza, la capacità di reazione non può avere gli stessi tempi di una situazione ordinaria. La punibilità per colpa dovrebbe quindi essere esclusa quando, nell’esercizio delle attività di gestione degli interventi, siano state rispettate le direttive operative che hanno un fondamento normativo, tenendo conto del ruolo e delle informazioni disponibili” ha aggiunto Riccardi.

Per quanto riguarda l’annunciato boicottaggio delle iniziative legate al sisma, Riccardi ha ribadito che si tratta di scelte rimesse ai singoli sindaci: “Non mi permetto di dire loro cosa devono fare. Credo però che, nel momento in cui si decide di alzare una protesta vera, questa non possa essere parziale: o è totale oppure rischia di non produrre effetti”.

L’appello del presidente della Comunità di montagna della Carnia e sindaco di Ravascletto, Ermes De Crignis, a una compattezza d’intenti è stato condiviso dai sindaci. “Non siamo due parti contrapposte, ma una parte sola: se partiamo dal presupposto opposto la battaglia è già persa” ha concluso Riccardi. “Dobbiamo agire per evitare che questo patrimonio di passione e gratuità vada perduto: se il volontariato sparisse, non vivremmo in un Paese migliore”.

In merito alla colletta annunciata per coprire le spese legali, Riccardi ha chiarito che non sono necessarie raccolte fondi: “Per quanto riguarda le spese processuali e tutti gli oneri economici a carico dei condannati, abbiamo fatto le norme e le coperture necessarie: questo è un problema che già nei prossimi giorni potrà essere garantito a chi è stato condannato e ha oneri da sostenere”.