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Snaidero, l’azienda simbolo dell’arredo cucina Made in Italy al suo 80° anniversario

Una storia che ha inizio nel 1946, per costruire valori quali design, ricerca e bellezza. Un logo dal carattere tipografico unico, che dal 1966 identifica a livello internazionale una delle realtà più longeve dell’arredo Made in Italy. Una sede, dal 1978, simbolo della visione imprenditoriale e del desiderio di trasmettere ideali di avanguardia e creatività. Queste date segnano solo alcune delle tappe fondamentali della storia di Snaidero, oggi al suo ottantesimo anniversario.

 

La rivisitazione del logo, nel 2024, che ne ha rinnovato l’idea del 1966, è la conferma della storia e della filosofia Snaidero, la dimostrazione che quei valori di design, ricerca e bellezza sui quali ha costruito l’avventura imprenditoriale il Cavalier Rino Snaidero siano da sempre il motore trainante – a partire dal 1946 -, dell’identità del brand, simbolo del Made in Italy. 80 anni di produzione di sistemi proiettati all’avanguardia, di anticipazione dei nuovi modi dell’abitare, di collaborazioni con grandi professionisti per creare quello che non c’era – la ‘cucina per la vita’, come voleva il claim associato al marchio – raccontano la bellezza di un’idea e di un’azienda che evolve, restando fedele a sé stessa. 

Snaidero è un’eccellenza dell’industria dell’arredo”, commenta Edi Snaidero, Presidente del gruppo, che prosegue: “Una realtà che, grazie alla continua sperimentazione e alla visione pionieristica che l’ha sempre caratterizzata, si pone quale riferimento mondiale per il settore. È stata tra le primissime a proporre, inizialmente in Italia, e poi nel mondo – dove è distribuita in oltre 60 paesi -, le cucine componibili che noi tutti abbiamo e continuiamo a scegliere nelle nostre case. Il traguardo dell’80esimo anniversario di Snaidero è un traguardo che dovremmo vivere con uno spirito collettivo, che riguarda tutti noi, perché l’evoluzione dell’abitare e dei suoi sistemi si deve in gran parte a questa azienda”. 

Il francobollo che il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme a Poste Italiane, ha voluto dedicare al brand friulano proprio all’anniversario, in questo 2026, è esemplificativo di quanto le sue vicende abbiano determinato un vero e proprio cambiamento radicale nelle abitudini domestiche, offrendo ergonomia, funzionalità, personalizzazione, estetica, cura dei dettagli. Dalla modularità ai sistemi inclusivi, Snaidero ha scritto i capitoli più importanti del design, ne ha rivoluzionato i paradigmi, mescolando le proprie linee guida all’attenzione costante rivolta all’individuo e alle sue necessità.  

Snaidero, la fondazione 

La fondazione del marchio è a opera del Cavaliere Rino Snaidero. L’inizio, un laboratorio artigianale con sede a Majano, in provincia di Udine, destinato velocemente a crescere e dove sperimentare progetti pionieristici e finiture inedite. Qui la missione del Cavaliere è stata quella di lavorare a una nuova concezione di cucina: componibile, flessibile, infinitamente progettabile e adattabile a seconda degli spazi, per anticipare le esigenze della società e le nuove abitudini dell’abitare.

Il riferimento è all’America, e ai suoi nascenti tentativi in questa direzione. Il tema della versatilità dei moduli viene quindi recepito da oltreoceano, ma trova immediatamente una nuova identità nella mescolanza con la cultura italiana e il sogno personale di Rino Snaidero. Si vuole arrivare a coniugare la funzionalità dell’arredo – e la possibilità di declinarlo con logiche di personalizzazione a partire da una matrice – con dettagli dall’estetica ricercata: materiali, prese maniglia, soluzioni innovative dedicate ad ante, vani interni, ripiani e top.

Le collaborazioni

La prima collaborazione importante è quella per la creazione del logo. Lo disegna nel 1966 Michele Provinciali, studiando un carattere tipografico unico, capace di esprimere perfettamente i valori Snaidero. Le lettere sono spezzate, si compongono, così come le cucine. Al di sopra e al di sotto della scritta, due bande arancioni simulano i pensili e le basi e sono volute espressamente dal Cavaliere, non solo per rievocare il mondo produttivo di appartenenza, ma anche per comunicare, attraverso di esse, motivi quali funzionalità, eleganza e attenzione ai dettagli.

Due anni dopo, nel 1968, arriva il progetto cucina che porta il brand alla ribalta internazionale. È Spazio Vivo, a cura di Virgilio Forchiassin, che, nel 1972, conquista l’esposizione al MoMa di New York, inizialmente nella mostra “Italy: The New Domestic Landscape” per rimanere poi parte integrante della collezione permanente. Spazio Vivo è pura avanguardia: una delle prime cucine realmente componibili, in cui ogni elemento può essere riconfigurato in base alle esigenze. Un sistema dinamico e adattabile, democratico, pensato per un grande pubblico, che viene quindi incluso anche alla Triennale di Milano. Spazio Vivo entra nella storia del design e sancisce Snaidero quale brand di riferimento mondiale per la sperimentazione nell’industria dell’arredo cucina.

La visione di Rino Snaidero raggiunge un ulteriore traguardo negli anni ’70. Questa volta al centro dell’attenzione è l’headquarter a Majano, commissionato nel 1973 all’architetto Angelo Mangiarotti e ultimato nel 1978. L’edificio che ne sorge, una sorta di ‘astronave’ contemporanea, è una vera e propria dichiarazione di intenti: manifesto di un’imprenditoria proiettata a bellezza, ricerca e innovazione. Prende forma in un complesso dal rivestimento metallico, a uso uffici, costellato da aperture a oblò che corrono su tutto il perimetro dell’involucro: si erge al di sopra di un basamento ritagliato da un patio verde, dove sono contenute le funzioni di showroom e i servizi per i dipendenti.

L’architettura si mescola al design, e la creatività progettuale è alla base di tutte le scelte operate per consolidare e far crescere il marchio, con un export sempre più importante, mentre strategia industriale e artigianalità ne costruiscono le solide fondamenta produttive. L’orientamento pionieristico che aveva guidato le mosse dell’azienda dal 1946 prosegue con il coinvolgimento di altri professionisti di eccellenza, come Michele Sbrogiò, Massimo Iosa Ghini, Gae Aulenti, Lucci & Orlandini, Giovanni Offredi sino a raggiungere il suo apice con Pininfarina – collaborazione che si estende dal 1990 ad oggi – dove l’expertise nel mondo automotive si contamina con l’arredo cucina, per produrre i modelli Ola e Vision, emblemi della collezione Icone Snaidero.

Sistema e Icone, una gamma completa per l’arredo cucina  

Se Spazio Vivo è antesignano dell’attuale programma Sistema SnaideroOla Vision costituiscono la collezione Icone. Da una parte c’è la modularità – fissata sui requisiti di adattabilità, flessibilità e personalizzazione -, dall’altra c’è l’eccezionalità di un progetto di arredo che prevede componenti uniche e irripetibili. Due anime parallele, inscindibili, parte di una filosofia di marchio legata alla volontà di approfondire in ogni sua declinazione l’arredo cucina.

Alla base di entrambe, l’attenzione ai dettagli, alla bellezza, alla ricerca materica. Proprio le finiture sono una delle componenti del successo di Snaidero: i legni e i laccati, tra cui gli esclusivi micalizzati, i vetri, le pietre naturali e i laminati, che hanno decretato l’evoluzione delle famiglie prodotto, si affiancano oggi nell’offerta ad alluminio e acciaio, ceramica e rivestimenti tech. La divisione Sistema si arricchisce quindi, nelle sue matrici modulari, di un’ampia gamma di customizzazione di maniglie, top e accessori, mentre gli Elementi Progettuali permettono un’estensione della cucina nel living, secondo un approccio completo allo spazio domestico di relazione. Scultoree, di forte identità, con linee fluide e marcate, aerodinamiche, Ola Vision sono un perno spaziale, un progetto di continuità degli ambienti che va oltre il semplice concetto di cucina per costruire un arredo di pura emozione, senza tempo.

Snaidero, un’evoluzione nel segno della storia

Dal logo al colore simbolo del marchio – l’arancione – dai valori fondanti all’attenzione per l’individuo e all’anticipazione delle tendenze dell’abitare, l’evoluzione di Snaidero è nel segno della sua anima più autentica e degli 80 anni di storia. Design, ricerca e bellezza guidano il brand di Majano e rinnovano oggi il sogno imprenditoriale del Cavaliere Rino Snaidero. L’identità fissata da Michele Provinciali, con quel carattere tipografico componibile, è ancora la medesima, con leggere rivisitazioni, che includono la scelta di attualizzare le due linee, sopra e sotto la scritta, e di renderle uniformi. Bestetti Associati, alla direzione creativa, e DesignWork, alla direzione artistica, insieme alla struttura manageriale alla guida del gruppo, lavorano nel solco del patrimonio culturale e della sua reiterazione, ma con lo sguardo proiettato al futuro, esattamente come nella visione pionieristica del fondatore.

‘Assaggi di Vita’, libro recentemente pubblicato che racconta le due collezioni – Sistema e Icone – attraverso la lente di progetti di interni localizzati in diverse città del mondo, non è altro che una proposizione contemporanea di un processo da sempre proiettato alla progettazione e costruzione di arredi per chi li vive, ovunque nel mondo.

se lo scenario internazionale ha delineato l’ambito di riferimento del marchio sin dalla fine degli anni ‘60, oggi costituisce il campo d’azione per un export sempre più strategico.

Snaidero è oggi distribuita in numerosi mercati internazionali, dal Far East agli Stati Uniti, con un piano di sviluppo che prevede aperture mirate nelle principali aree economiche globali”, commenta il Direttore Commerciale Roberto Dreolini, responsabile dello sviluppo dei mercati internazionali e del rafforzamento della rete distributiva, “L’obiettivo è rafforzare ulteriormente la presenza del brand attraverso una rete distributiva qualificata e un’identità visiva sempre più riconoscibile e coerente.”

E sul fronte delle collaborazioni, se i decenni passati hanno rappresentato l’attivazione di legami di grande rilievo, Snaidero è pronta a svelare le nuove partnership, in una dimensione, ancora una volta, pionieristica e sperimentale, tra creatività, funzione, design, estetica e innovazione.