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A Gemona la celebrazione di San Giuseppe Artigiano: premiate 26 eccellenze del saper fare friulano

La celebrazione di San Giuseppe Artigiano, svoltasi presso l’Isis D’Aronco di Gemona, ha offerto l’occasione per scattare una fotografia estremamente dinamica del comparto artigiano in Friuli Venezia Giulia. I dati relativi al 2025 confermano infatti un trend positivo che dura ormai da un biennio, con la nascita di 1.957 nuove aziende. Un segnale particolarmente incoraggiante arriva dal ricambio generazionale: le rilevazioni statistiche evidenziano che una nuova impresa su tre nel territorio regionale è avviata da giovani artigiani, un fenomeno che interessa settori molto diversificati. Durante la cerimonia sono stati consegnati 26 riconoscimenti ad altrettante realtà produttive, tra cui spicca la storica officina meccanica di Giovanni Roncastri, attiva a Gemona fin dal 1933.

Il presidente di Confartigianato Udine e Fvg, Graziano Tilatti, ha sottolineato il valore simbolico della scelta di Gemona, città emblema della ricostruzione post-terremoto, e della sede scolastica, luogo deputato alla formazione tecnica necessaria per affrontare le attuali sfide geopolitiche. Tilatti ha inoltre espresso preoccupazione per le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, specialmente per quanto riguarda i costi energetici, auspicando una rapida risoluzione diplomatica. Sulla stessa linea si è espresso il presidente nazionale di Confartigianato, Marco Granelli, definendo le aziende artigiane come la prima vera università del saper fare e invitando a guardare all’intelligenza artificiale come a uno strumento che può potenziare il lavoro umano solo se fondato sui valori del coraggio e della solidarietà.

Il ruolo centrale dell’artigianato nell’economia e nel welfare regionale è stato ribadito dagli assessori Sergio Emidio Bini e Barbara Zilli, oltre che dal sindaco Roberto Revelant e dal presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo. Quest’ultimo ha messo l’accento sulla natura non delocalizzabile della piccola impresa, che garantisce sicurezza e benessere alle comunità locali. Al dibattito hanno contribuito anche i vertici di Confindustria Udine, dell’Università di Udine e dell’Anci Fvg, concordando sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e associazioni per governare processi complessi come la digitalizzazione intelligente e la transizione energetica.

Infine, un confronto storico permette di misurare la resilienza del settore. Se alla fine del 1975 l’artigianato contava 29.000 aziende prima di essere duramente colpito dal sisma del ’76, i dati di fine 2025 mostrano una realtà che tiene saldamente le posizioni con 27.704 imprese attive e oltre 70.000 addetti. Oggi l’artigianato rappresenta il 32% del tessuto imprenditoriale regionale, con una concentrazione che supera il 74% nelle sole province di Udine e Pordenone, confermandosi la struttura portante dell’economia del Friuli Venezia Giulia.