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VIDEO – Shock energetico in FVG: prezzi dei raffinati al +42,9%, la Regione chiede il piano d’urgenza all’UE

Il Friuli Venezia Giulia si conferma la prima regione in Italia ad attivare un monitoraggio istituzionale strutturato per fronteggiare la nuova emergenza energetica derivante dal conflitto in Medio Oriente. A Udine, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, ha presieduto un tavolo di confronto allargato che ha visto la partecipazione di un parterre tecnico e sindacale molto vasto, includendo le Camere di Commercio, Confindustria e i rappresentanti della filiera dei carburanti come Figisc, Assopetroli e Unem, oltre a tutte le sigle sindacali e le associazioni dell’artigianato e del commercio.

L’analisi presentata dall’esecutivo regionale evidenzia un quadro internazionale estremamente instabile, dove il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha prodotto uno shock sui mercati energetici più rapido rispetto a quello registrato all’inizio della guerra in Ucraina. Nei primi sedici giorni dall’escalation, il prezzo del greggio è aumentato del 41,5% contro il 34,1% del 2022, portando il barile a toccare i 107 dollari. Ancora più critico risulta il dato sui prodotti raffinati, balzati del 42,9%, e sul gas naturale, il cui costo è raddoppiato rispetto ai livelli precedenti al conflitto.

Per mitigare l’impatto sui bilanci aziendali, la Regione ha delineato una strategia basata su tre pilastri fondamentali. In primo luogo è in arrivo un terzo bando da 10 milioni di euro dedicato al fotovoltaico per le imprese, che si aggiunge ai 92 milioni già erogati nel triennio precedente a favore di oltre milleduecento realtà produttive. Parallelamente, tramite gli strumenti del Frie e dei Confidi, l’amministrazione è pronta a potenziare le garanzie per evitare che la mancanza di liquidità blocchi gli investimenti programmati dalle piccole e medie imprese. Infine, per i piccoli negozi di vicinato resta aperto fino al 15 aprile un canale contributivo specifico per ottenere rimborsi sui costi energetici e finanziamenti per l’efficienza.

Oltre alle misure locali, l’assessore Bini ha ribadito la necessità di un intervento corale a livello comunitario. La Regione si farà portavoce presso il Governo e l’Unione Europea per richiedere il ripristino del Temporary Framework, lo strumento di deroga agli aiuti di Stato che permetterebbe interventi d’urgenza non realizzabili in regime ordinario. Tra le richieste avanzate dalle categorie economiche e sostenute dalla Regione figurano anche il taglio delle accise, l’estensione dei crediti d’imposta energetici e una stretta vigilanza contro possibili fenomeni speculativi sui prezzi alla pompa e all’ingrosso.