Chiusura Barazzutti di Verzegnis, per Honsell «la Regione non ha una strategia»
“La risposta ricevuta nei giorni scorsi in Commissione Attività produttive alla nostra interrogazione sulla vicenda della Barazzutti di Verzegnis, arrivata quasi un anno e mezzo dopo la sua presentazione, risulta deludente e imprecisa, in particolare per quanto riguarda il numero di addetti e le mansioni presenti nello stabilimento negli anni precedenti alla chiusura”.
Così, in una nota, il consigliere regionale Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, a seguito della risposta scritta fornita dall’Assessore regionale, Sergio Emidio Bini.
“Avevamo chiesto puntualmente – precisa Honsell – quali azioni concrete la Regione avrebbe inteso adottare per salvaguardare i posti di lavoro e contrastare la completa chiusura del reparto produttivo nello stabilimento di Verzegnis. Nella risposta non è stata indicata alcuna azione intrapresa nei confronti dell’azienda nel 2024 né alcun percorso di confronto con i lavoratori e le parti sociali”.
Secondo il consigliere “la risposta si limita ad una mera ricostruzione della storia aziendale e ad un elenco di misure intraprese dalla Regione Fvg per lo sviluppo economico della montagna, senza entrare nel merito della vicenda specifica: non è stato infatti chiarito se nel 2024, al momento della chiusura del ramo produttivo aziendale, siano state coinvolte le organizzazioni sindacali, gli enti locali e le principali associazioni di categoria, né se la Regione abbia istituito un tavolo di crisi per affrontare quella specifica situazione. Eppure, sono proprio questi gli strumenti necessari quando un territorio montano rischia di perdere una realtà produttiva”.
“Inoltre – prosegue l’esponente di Open -, alla luce della chiusura definitiva del ramo produttivo, sarebbe stato utile chiarire se la Barazzutti abbia ricevuto negli ultimi anni contributi regionali, per quali finalità e di quale entità, e se la Regione fosse stata informata delle difficoltà produttive che stavano emergendo nello stabilimento”.
“La chiusura di realtà industriali in montagna – conclude Honsell – non è mai un fatto marginale: significa meno lavoro, meno servizi e maggiore spopolamento. Nella risposta si afferma soltanto che la Regione ‘monitora le situazioni di crisi ed è disponibile a convocare le aziende qualora vi sia una richiesta’. Proprio per questo ci saremmo aspettati una presa di posizione più chiara e un impegno concreto”.
