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I martiri di Porzus come Giulio Regeni

Il parallelo tra i martiri di allora, i 17 osovani trucidati, e il martire di oggi, Giulio Regeni, il ricercatore ucciso in Egitto, ha segnato la 71^ commemorazione dell’eccidio di Porzus, celebrata domenica tra Faedis, Canebola e le malghe dove nel 1945 si compì la strage fratricida per mano dei gappisti della Garibaldi. “Quei giovani partigiani che persero la vita avevano gli stessi ideali di libertà e democrazia che Giulio portava avanti con il suo lavoro – ha fatto notare Don Gianni Arduini nella sua orazione – non disperdiamoli, siano entrambi presi ad esempio”.

“Ricucire” invece è stato il verbo che ancora una volta ha caratterizzato poi l’appuntamento. L’invito a ritrovare condivisione, dopo le ennesime polemiche che hanno preceduto la giornata legate ai due progetti di salvaguardia ed approfondimento storico del sito (e da parte della Provincia, e da parte della Regione), è arrivato dall’ex presidente del Senato, Franco Marini.

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Anche il sindaco di Faedis, Claudio Zani, nel suo intervento in sala consiliare ha fatto appello alla condivisione: “Ci possono essere diversità di vedute – ha esordito – ma prima di tutto, per rispetto verso chi oggi ricordiamo e verso tutti quelli che hanno partecipato alla lotta di liberazione, è bene ricordare sempre che ci è dato di esprimerle proprio grazie al loro sacrificio, che ci ha consegnato una Italia libera e una Costituzione democratica nemica di ogni totalitarismo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vice-presidente dell’APO, Volpetti, in rappresentanza del presidente Marzona, rimasto a casa per gli acciacchi dell’età ma comunque presente con le parole poi lette in chiesa dal figlio: “Queste celebrazioni valgano come memento attualissimo – ha scritto Marzona – che ammonisca ciascuno a prendersi la responsabilità delle propri scelte, noi lo abbiamo fatto allora e siamo pronti a rifarlo oggi, perchè solo su quelli stessi ideali per i quali diedero la vita i martiri delle malghe, e di cui abbiamo ancora tanto bisogno, può formarsi una società giusta”.

Non c’era il Presidente della Provincia Fontanini, impegnato all’estero, a sostituirlo il presidente del Consiglio provinciale Pitton mentre la Regione era rappresentata dall’assessore regionale Torrenti: “Ora che vi è la concreta prospettiva di accedere ad altri archivi storici, in particolare a quelli dell’ex Unione Sovietica e della ex Jugoslavia, potrà essere possibile comprendere ancora meglio quanto è accaduto a Porzus e il contesto internazionale in cui l’eccidio è maturato. E’ questo l’obiettivo dello studio che la Regione ha inteso finanziare con la legge di stabilità 2016″.

“Posto che oramai da tempo vi è un riconoscimento unanime rispetto alle principali responsabilità di quanto è avvenuto nel febbraio del 1945, credo che continuare negli approfondimenti storici per raggiungere la verità definitiva possa anche aiutarci ad avere una lettura più precisa del fenomeno della Resistenza a ridosso di quello che era il confine orientale”, ha precisato Torrenti a margine della cerimonia, confermando come il progetto della Regione vuole mettere assieme storici, ricercatori universitari, rappresentanti di Anpi e Osoppo. “Ora che sappiamo che già è avviata una ricerca finanziata dal Ministero delle Attività culturali, di cui non eravamo stati messi a conoscenza – ha concluso – intendiamo sviluppare il nostro progetto in maniera coordinata con l’altra iniziativa”.

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