Caccia e Pesca, la Provincia contro il trasferimento delle competenze alla Regione

“Ancora una manovra accentratrice che aumenterà le competenze amministrative in capo alla Regione Fvg, accrescerà la spesa pubblica a carico dei cittadini del Friuli Venezia Giulia aggiungendosi all’aumento dei costi connesso al trasferimento del personale degli uffici del lavoro”.

Palazzo Antonini-Belgrado (Provincia)
Palazzo Antonini-Belgrado (Provincia)

Questo, secondo l’assessore provinciale alla caccia e pesca Marco Quai, sarà l’esito del passaggio dalle Province alla Regione della competenza del servizio risorse faunistiche e venatorie, protezione civile, ma anche di vigilanza ambientale, forestale, ittica e venatoria. Passaggio scritto nero su bianco nel ddl approvato dalla Giunta regionale il 29 dicembre scorso. Sullo schema di legge dovrà esprimersi il Consiglio delle autonomie locali (Cal) nella seduta in programma per martedì 19 gennaio alle 9.30.

“Anche questo trasferimento si tradurrà in una maggior spesa per i nostri cittadini – prosegue Quai – a fronte di servizi e prestazioni che rimarranno uguali ma le cui performance in termini di rapidità, efficienza, organizzazione sono ancora tutti da valutare e, di certo, conoscendo i ben noti tempi di risposta della Regione, non subiranno un’accelerazione, anzi…”. L’assessore Quai, al riguardo, fornisce alcuni dati relativamente all’attività posta in essere dal servizio della Provincia di Udine a partire dal recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà.

“In questo settore abbiamo stipulato un protocollo con i direttori di riserva che, ci consente a costo zero per la collettività, – sottolinea Quai – di poter garantire il servizio tutta la settimana. Accanto, infatti, ai due operatori dell’Ente che svolgono il servizio in orario lavorativo, possiamo contare su 300 volontari debitamente istruiti che, nelle fasce orarie scoperte e nei fine settimana, ci affiancano nelle operazioni di recupero e di consegna delle bestiole ferite nel centro di recupero di Campoformido dove, negli anni, sono transitati migliaia di animali”. Il servizio caccia e pesca della Provincia di Udine si occupa anche dell’organizzazione dei corsi per il conseguimento del tesserino di cacciatore (87 candidati, 48 abilitati nel 2014 dopo l’effettuazione di 9 prove di tiro al volo, 9 di tiro a segno e 30 prove orali, per un totale di 48 sedute), dell’abilitazione alla caccia di selezione agli ungulati (nel 2014 sono stati 229 i candidati invitati ed esaminati, 138 i cacciatori abilitati) e al prelievo degli ungulati con cani da seguita (156 esaminati, 107 abilitati).

Tra le attività in gestione anche le istruttorie relative al fondo regionale per il miglioramento ambientale, gli indennizzi dei danni arrecati dalla fauna selvatica ai veicoli e all’agricoltura (227 le pratiche di indennizzo pervenute nel 2014, 64 richieste per danni alle coltivazioni), i contributi per bressane e roccoli.  Annualmente, inoltre, il servizio distribuisce 6 mila tesserini venatori di caccia in collaborazione con i direttori delle riserve ma gestisce anche l’attività amministrativa riferita ai procedimenti disciplinari rilevati dagli agenti di vigilanza a carico dei cacciatori. Competenza dell’ufficio, la gestione dell’attività di prelievo in deroga di alcune specie selvatiche; sono state consegnate gabbie per la cattura delle nutrie e delle cornacchie grigie. In una decina di Comuni della Carnia, inoltre, sono stati sostenuti piani straordinari di gestione per il controllo dei cinghiali ai fini del contenimento dei danni alle attività agricole. Avviato su diverse provinciali il progetto “Strade Sicure” per la prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica. Tutto questo gestito da quattro dipendenti amministrativi e due addetti al recupero fauna.