GEMONA- Incontro Afds-Comune

I donatori di sangue gemonesi sono preoccupati. Troppe cose non vanno nel servizio prelievi dell’ospedale San Michele. Da qui le ragioni dell’incontro che il presidente della locale sezione Afds, Renato Copetti, ha avuto in municipio con il sindaco Gabriele Marini. "Il presidente dei donatori – spiega Marini a riunione conclusa – si è lamentato delle disfunzioni e dei contrattempi che da un po’ di tempo investono l’attività di prelievo che viene effettuata nell’ospedale cittadino. Tutto è cominciato dopo la firma del protocollo d’intesa con cui veniva garantita nel nostro nosocomio la presenza di medici e infermieri per la raccolta delle donazioni nelle mattinate del martedì, del giovedì e del sabato. Da allora si sono verificati diversi problemi. Ad esempio, nel mese di agosto e in parte pure a settembre, la raccolta non è stata effettuata al martedì per ragioni legate alle ferie del personale sanitario preposto. Il che come giustificazione per un momentaneo disservizio sarebbe anche accettabile, se non fosse che ultimamente la situazione è andata addirittura peggiorando. In alcune occasioni non c’è il medico ma solo l’infermiera e le procedure si dilungano costringendo i donatori a lunghe attese. Altre volte capita che un medico non arrivi e il suo sostituto giunga in ritardo. Così non può continuare. Nonostante questo (e mi pare giusto sottolinearlo) le donazioni rispetto al 2005 sono in aumento". "Come dicevo in precedenza – prosegue il sindaco Marini – l’immunotrasfusionale è oggi un servizio di area vasta. Quindi non dipende più dalla nostra Azienda per i servizi sanitari, ma dall’ospedale di Udine. Ovviamente, se a Udine hanno carenza di personale, si finirà come sempre per trascurare la periferia. E’ logico, del resto, che un dirigente udinese si occupi prima di tutto dei problemi che tiene in casa propria. Non me ne voglia l’assessore alla sanità Beltrame, che ha fatto un buon lavoro e di cui condivido le linee del nuovo piano regionale: la realtà, però, è che i tempi non sono probabilmente maturi per questo tipo di organizzazione basata sul concetto di "area vasta". Ciò vale per il trasfusionale, ma anche per il laboratorio di analisi, il microbiologico e l’anatomia patologica, funzioni di area vasta già attive, cui si aggiungeranno in seguito l’oncologia, la cardiologia e l’ortopedia. E se il buongiorno si vede dal mattino già sappiamo, purtroppo, cosa dobbiamo attenderci in futuro".