ARTA TERME- Ancora polemiche sulla Galleria di Nojaris

Non si placano le polemiche relative alla chiusura della Ss 52 bis a causa dei lavori, attualmente in fase di stallo, nella galleria di Nojaris. “L’arteria che percorre il centro di Piano d’Arta si è trasformata in una vera autostrada- dicono Rino Candoni e Francesco Maggiolino, rispettivamente presidente e segretario del Circolo comunale di An- Arta è una località a vocazione turistica ma ora c’è il traffico di una metropoli. Solo che a noi non vengono offerti i servizi di una città. Evidentemente, nella logica dei grandi numeri, siamo sempre un problema trascurabile per i dirigenti dell’Anas, seduti sulle loro poltrone dorate, e gli errori che rallentano i lavori sono ormai una prassi consolidata”. I due esponenti di An non sono interessati a scoprire di chi sono le colpe, ma vogliono capire i motivi per i quali i lavori siano fermi da così tanto tempo: “Perché il problema non riguarda solo Arta, ma un buon numero di cittadini, di pendolari della Val But che lavorano magari a Udine e di turisti che vogliono sciare sullo Zoncolan o a Timau- affermano- Ci chiediamo se prima di chiudere una strada si sia pensato a tutto questo. Concordiamo con il sindaco Somma quando spiega che la variante di Alzeri non può sostenere un traffico simile, ma ci eravamo quasi convinti che qualche sacrificio si poteva fare per avere in futuro una viabilità migliore. Ora, però, i sacrifici stanno diventando troppo grandi e rovinano l’immagine turistica del nostro paese”. Poi Candoni e Maggiolino puntano il dito sui due politici locali eletti in Parlamento e in Provincia: “Dove sono i nostri rappresentanti? Dove sono finiti i nostri consensi elettorali? Che fine hanno fatto le promesse fatte dal senatore della Lega Nord Francesco Moro e dall’assessore provinciale dell’Udc Vittorio Caroli? Certo, qualcosa la Provincia ha fatto per il comune di Arta, ovvero i marciapiedi di Cedarchis. Almeno in questo caso ha assecondato un uomo della sua amministrazione”. In conclusione c’è un auspicio: “I fatti devono prendere il posto delle parole perché non vorremmo che prima di ottenere qualcosa ci voglia un vittima. Possiamo e dobbiamo intervenire per prevenire tutto questo”.
(di Bruno Tavosanis, dal Gazzettino)