GEMONA/PONTEBBA- A teatro c’è Gianrico Tedeschi

Torna “Le ultime lune”. La pièce, scritta da Furio Bordon nel 1992, vincitrice del Premio IDI nel 1993 e diventata “culto” nella stagione ‘95/’96 grazie all’interpretazione di Marcello Mastroianni (l’ultima della carriera), è prodotta da A.ArtistiAssociati di Gorizia e vede protagonista, nel ruolo che fu di Mastroianni, Gianrico Tedeschi, affiancato da Marianella Laszlo e Walter Mramor; la regia è di Furio Bordon. “Le ultime lune” sarà ospite delle stagioni ERT: giovedì 16 marzo (ore 21), al Teatro Sociale di Gemona e sabato 18 marzo, alle 21, al Teatro Italia di Pontebba,
Come detto, “Le ultime lune” è stata l’ultima interpretazione di Marcello Mastroianni, da molti definita leggendaria e grazie alla quale il testo è stato conosciuto e apprezzato dal pubblico e dalla critica in tutto il mondo. Negli anni successivi il lavoro di Bordon ha ottenuto l’onore di numerose traduzioni e di innumerevoli allestimenti all’estero: a Bruxelles ha vinto il Prix de Theatre come migliore spettacolo dell’anno, a Santiago del Cile ha ottenuto la nomination come migliore testo, a Madrid la critica lo ha accolto unanimemente come una delle più belle commedie scritte negli ultimi anni e giudizi analoghi si sono ripetuti in molte altre città europee e americane.

Da qualche anno “Le ultime lune” è tornato anche in Italia per una precisa scelta del suo autore il quale, assumendosi anche la responsabilità della regia e presentando per la prima volta il testo nella sua versione integrale, lo affida ad un altro grande interprete: Gianrico Tedeschi. Dall’incontro con questo straordinario uomo di teatro è maturata nell’autore la decisione di riprendere una commedia che sembrava non più proponibile in Italia dopo la memorabile edizione con Mastroianni.

In scena, si assiste agli ultimi momenti di vita casalinga di un uomo anziano, che sta attendendo l’arrivo del figlio che lo accompagnerà in una casa di riposo. Il protagonista parla, con il ricordo della moglie morta molti anni prima, della vecchiaia, della morte, dell’amore che li ha uniti. All’arrivo del figlio comincia tra i due uomini una schermaglia verbale intessuta di rancori a di piccole crudeltà, ma che a tratti si allenta di irresistibili tregue di dolcezza. Nel secondo tempo il vecchio è già casa di riposo: sono passati alcuni anni. Il racconto della vita quotidiana all’Istituto si mescola con i ricordi del suo passato e con un sereno avvicinamento all’incombente morte.