PALUZZA- Verrà sistemato il torrente Moscardo
Il torrente Moscardo è stato
interessato negli anni da ingenti e profondi interventi
sistematori (in particolare briglie e difese spondali) ma ciò
nonostante non è possibile parlare di una sistemazione
soddisfacente, in quanto il trasporto solido risulta essere
tumultuoso e violento.
Le opere presenti infatti riescono solo parzialmente a diminuire
la velocità delle acque e talune presentano profondi dissesti che
ne inficiano la stabilità e la funzionalità.
Il problema principale è rappresentato dai notevolissimi fenomeni
di disfacimento delle rocce presenti (le creste della Creta di
Mezzodì e del Monte Paularo rappresentano l’area principale di
alimentazione del trasporto solido del torrente, cui vanno
sommati, ovviamente, i contributi di erosione al piede di falda
lungo tutta l’asta): ciò favorisce l’abbondante disponibilità di
materiale che viene mobilizzato in caso di forti piogge.
Vista la quasi unicità del fenomeno, il dipartimento “Territorio
e Sistemi Agro-Forestali” (TESAF) della facoltà di Agraria
dell’Università di Padova ha voluto inserire lo studio di questo
bacino nel master “Difesa e manutenzione del territorio”,
organizzando anche una visita tecnica sul posto.
Il torrente Moscardo è stato ricompreso (assieme ai torrenti
Mozza, Agozza, Resartico e ai rii degli Uccelli e Cucco) nel
progetto europeo Interreg 3B Spazio Alpino “Catchrisk”, che
riguarda l’intero arco alpino, non solo italiano.
Nel frattempo già nei programmi di sistemazione
idraulico-forestale di questi anni è stato inserito e finanziato,
a cura della direzione centrale Risorse Agricole, Naturali,
Forestali e Montagna della Regione, un progetto che prevede la
costruzione di opere trasversali e longitudinali per un importo
complessivo di 315 mila euro, appaltato alla ditta Spiga srl di
Tolmezzo, che si è aggiudicata i lavori.
Lo scopo dell’intervento è innanzi tutto quello di impedire
l’approfondimento dell’alveo e l’ampliarsi dei fenomeni di
erosione delle scarpate, diminuendo di conseguenza il materiale
potenzialmente mobilizzabile come trasporto solido.
In questa maniera il rischio di esondazione del torrente (che
verrebbe a interessare non solo il tratto di strada statale 52
bis fino ad Entretors, ma anche l’abitato di Casteons) viene
diminuito di molto.
