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VIDEO – Si studia il possibile ampliamento della sede della Cineteca del Friuli di Gemona

Il vice governatore della Regione con delega alla Cultura Mario Anzil e l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli hanno visitato oggi la Cineteca del Friuli a Gemona del Friuli, accompagnati dal sindaco Roberto Revelant e i fondatori dell’ente Piera e Livio Jacob.
L’incontro è stato dedicato alla valutazione della possibilità di ampliare la sede della Cineteca con una nuova struttura destinata alla conservazione delle pellicole in nitrato di cellulosa, supporto estremamente prezioso ma delicato e infiammabile, che richiede specifiche condizioni di sicurezza e conservazione.

“La Cineteca del Friuli rappresenta una realtà di assoluta eccellenza e custodisce un patrimonio cinematografico di valore inestimabile – hanno dichiarato congiuntamente Anzil e Zilli -. La Regione è pienamente consapevole dell’importanza di questo luogo unico in Italia e intende affiancare l’associazione nel percorso di crescita della struttura, affinché possa continuare a conservare, valorizzare e rendere fruibile alla comunità un patrimonio culturale straordinario, con ricadute positive per il territorio e per il sistema culturale regionale”.
Fondata negli anni Settanta e riconosciuta ufficialmente dalla Regione nel 2006 come ente deputato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico, la Cineteca del Friuli è oggi una realtà unica in Italia. La struttura dispone di due laboratori specializzati – uno per l’analisi dei materiali e uno per la digitalizzazione delle pellicole – e conserva i propri archivi in ambienti con condizioni controllate di umidità (35 per cento) e temperatura (4 gradi). Qui sono custodite immagini in movimento che raccontano la storia del territorio e non solo. Tra le attività storiche avviate dalla Cineteca, nel 1982 insieme a Cinemazero di Pordenone, figurano anche le Giornate del Cinema Muto, oggi il più importante festival al mondo dedicato al cinema delle origini.
“Qui a Gemona è conservato un patrimonio unico in Italia, forse anche ben oltre i confini nazionali. La Cineteca del Friuli è una delle tante perle del nostro territorio e custodisce beni culturali di valore inestimabile” ha evidenziato Anzil aggiungendo che “Si tratta di un’attività strategica: conservare, valorizzare e rendere fruibile questo materiale significa rafforzare la nostra identità culturale e offrire nuove opportunità di crescita al territorio”. “La Regione si impegnerà a valutare le modalità con cui rendere possibile la realizzazione di una nuova struttura dedicata ai nitrati, verificando le opportunità offerte dai fondi comunitari, ministeriali o regionali. Accanto alla funzione di conservazione, questo luogo può diventare sempre più uno spazio di incontro tra cultura e comunità” ha concluso Anzil.

Per Zilli “La visita di oggi è stata l’occasione per immaginare insieme la grande prospettiva di sviluppo della Cineteca, con l’obiettivo di aprire sempre di più le porte a chi desidera conoscere questo straordinario patrimonio”.
Zilli ha poi aperto alla possibilità di includere il progetto nella programmazione comunitaria “Attraverso la programmazione europea, in particolare il programma PR FESR 2021-2027, la Regione sostiene già progetti di conservazione e divulgazione del patrimonio filmico e audiovisivo, come quello dedicato alle immagini del terremoto del 1976. Guardiamo ora anche alla possibilità di rafforzare le infrastrutture di conservazione, a partire dal materiale più antico su supporto in nitrato”.
Il progetto allo studio prevede la realizzazione, in un’area adiacente alla sede attuale della Cineteca, di una struttura in cemento armato con locali di conservazione dedicati alle pellicole in nitrato. Se realizzato, sarebbe l’unico archivio in Italia progettato specificamente per questo tipo di supporto cinematografico.