Tante iniziative a Buja in occasione del Giorno della Memoria
A Buja, in occasione della celebrazione del Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio alle 10.30 sarà deposta la corona “par no dismenteâ” sulla lapide che nel giardino antistante il municipio ricorda i bujesi deceduti nei campi di concentramento.
Anche quest’anno Buja onorerà la memoria delle sue cittadine e dei suoi cittadini deportati deceduti nei campi di concentramento nazisti, con la posa, nel pomeriggio di domenica 1 febbraio, di altre otto “pietre d’inciampo – Stolpersteine”. Il progetto è giunto al suo secondo anno, sempre patrocinato e sostenuto dal Comune di Buja e promosso dalla Associazion Culturâl El Tomât con la collaborazione di un gruppo di lavoro composto da cittadini impegnati a vario titolo e ha visto il contributo attivo di ANPI, ANA, ANED, APO, IFSML e di altre associazioni bujesi. Alle 14.30 saranno collocate nella piazza di Urbignacco tre pietre che ricordano i fratelli Sant, Pietro e Umberto, e il giovanissimo Franco Savonitto. Alle 15.30 la cerimonia si sposterà a Sopramonte, all’ingresso del borgo, dove la pietra che ricorderà il sacrificio di Pietro Saltamonti sarà posata proprio sulla soglia della casa dove abitava. Infine, alle 16.30, a Tomba di Buja, fra il sagrato della Chiesa e la vecchia latteria, saranno posate le pietre dedicate a Enrico Pezzetta, Venanzio Pezzetta, Virgilio Pittini e Ferdinando Vattolo. Le cerimonie si concluderanno con l’orazione ufficiale tenuta da Denis Baron nel Centro Don Corrado. Alle varie fasi della cerimonia interverranno i familiari discendenti dei deportati, il sindaco e i rappresentanti delle istituzioni civili e religiose che hanno patrocinato e sostenuto il progetto, oltre ai delegati delle associazioni bujesi e friulane che lo hanno attivamente condiviso.
L’ultimo appuntamento è previsto giovedì 5 febbraio alle 20.15, nella Biblioteca Comunale, con la partecipazione dei redattori e del gruppo di lavoro e l’intervento di Lorenzo Fabbro, verrà presentato e distribuito il secondo volume “Nomi di pietra – tra storia e memoria”, che racconta, attraverso documenti in gran parte inediti, le difficili e tormentate condizioni di vita delle comunità bujesi sotto il peso della violenza fascista e dell’occupazione nazista, le drammatiche circostanze degli arresti e i percorsi tragici della deportazione, ma anche il ritorno di alcuni sopravvissuti.
