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Soccorso Alpino FVG, in aumento nel 2025 gli interventi con l’elicottero

I dati delle missioni di soccorso del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia effettuate nel 2025 confermano sostanzialmente quanto già emerso nel 2024. Il trend continua ad essere in lenta ma costante crescita, con l’escursionismo in testa (anche se leggermente inferiore al 2024, 49,5% contro 50,4%): gli interventi a favore di escursionisti sono i più ricorrenti, mentre quelli relativi alle attività che comportano più conoscenze tecniche (alpinismo, arrampicata su ghiaccio, parapendio, mountain bike, torrentismo etc) sono in numero minore. Il dato è direttamente proporzionale al numero di praticanti delle varie attività, che nel caso degli sport tecnici è nettamente inferiore se paragonato all’escursionismo. L’escursionismo è un’attività che rientra tra le meno “tecniche” e “pericolose” nello scenario dell’ambiente alpino e impervio.
Il dato più rilevante è quello che denota quasi il 30% in più di missioni di salvataggio effettuate con l’elicottero con il passaggio da 148 missioni (2024) effettuate con elicottero a 223 (2025) con soli 9 interventi di differenza tra un anno e l’altro.
Il secondo dato rilevante è relativo alla preparazione delle persone soccorse: più del 90% di esse non è socia del Club Alpino Italiano; questo significa che chi non ha seguito almeno un corso presso una sezione del CAI spesso non ha gli strumenti basilari per affrontare l’escursione. Su questo punto va rilevato che, con la “perdita di orientamento” 17,2%, l’”incapacità/incompetenza” 14,2% e il “ritardo” 4,9% (in aumento costante), si arriva ad un 36,3% di cause delle chiamate di soccorso riconducibili ad inesperienza/ mancanza di conoscenza di come ci si muove in montagna. Quasi il 30% delle cause è invece riconducibile ad una scivolata o ad una caduta.
In flessione gli incidenti sul lavoro, in aumento gli interventi ad alpinisti, a chi pratica mountain bike e parapendio/ deltaplano (trend già in crescita costante), mentre sono diminuiti quelli legati alle attività di raccolta funghi e torrentismo.
Rimane alto il numero dei decessi con 26 persone (nel 2024 erano 21 e nel 2023 20) recuperate.
In quasi il 50% (49,5%) delle missioni si sono  tratte in salvo persone illese; il 36 % con ferite lievi quasi il 9 % con ferite gravi; nel 5,4% dei casi erano persone decedute.
Partiamo comunque dai dati. Nel 2024 sono stati registrati 433 interventi: nel 2014 erano 228, quindi sono quasi raddoppiati e negli ultimi cinque anni è la quarta volta – i due anni di pandemia hanno inaugurato il trend con il picco di 453 interventi nel 2020 – che la cifra supera le 400 missioni.
Le persone soccorse sono state 454 (nel 2020 si era arrivati a 507). Le “giornate uomo”, ovvero il tempo impiegato come impegno dei soccorritori, è stato nel 2025 di 1904 contro le 1522 del 2024 (il record è stato nel 2022 con 2052).
La tendenza del numero di chiamate al Nue112 è comunque in aumento.
Il dato relativo ad uno dei “nuovi” sport legati alle altitudini, ovvero il volo libero, soprattutto il parapendio, ha due specificità: seppure non significativo, il 3,9% rispetto al 3,1%è lo stesso dato di dieci anni fa (anche se nel mezzo sono state molte le oscillazioni verso l’aumento) ma c’è da sottolineare che gli interventi riguardano soprattutto piloti di nazionalità straniera. La specificità delle correnti legata ai nostri territori prealpini, ne è la principale causa, specificità non assimilabile ad altri luoghi in cui all’estero viene praticato questo sport. Gli interventi si concentrano in due luoghi deputati: il Monte Valinis e il Monte Cuarnan. Da sottolineare che tale sport ha frequentatori costantemente in crescita e in proporzione al grande numero di frequentatori la casistica è comunque piuttosto bassa, perché c’è alla base una grande preparazione tecnica, come riferito sopra (e come assimilabile agli incidenti legati alla mountain bike, all’alpinismo etc).