Sciopero Arriva Udine, adesione al 70% tra gli autisti e scontro sul contratto
Venerdì 13 febbraio il trasporto pubblico locale ha subito pesanti rallentamenti a causa dello sciopero di nove ore indetto dalla sigla ASI-AU. Secondo i dati diffusi dalla rappresentanza dei lavoratori, l’adesione tra il personale viaggiante di Arriva Udine ha superato il 70%, un numero che testimonia lo stato di tensione all’interno dell’azienda. Alla base della protesta vi sono la richiesta di nuove assunzioni, necessarie per coprire i servizi attualmente non effettuati, e il rispetto degli accordi aziendali sulla rivalutazione di alcuni istituti contrattuali.
Da oltre un anno il sindacato denuncia una carenza di organico che ricade sulla qualità del servizio offerto all’utenza e sulle condizioni di lavoro degli autisti. Nonostante l’interessamento di alcuni rappresentanti delle istituzioni, il nodo principale resta il mancato dialogo tra le parti. ASI-AU accusa infatti l’amministrazione di Arriva Udine di rifiutare il confronto diretto con la sigla e di non voler discutere i punti dettagliati nella proclamazione dello sciopero, preferendo una gestione unilaterale dei rapporti di lavoro.
L’azienda, dal canto suo, ha sollevato dubbi sulla legittimità della mobilitazione, annunciando possibili provvedimenti. Una posizione che i rappresentanti dei lavoratori definiscono infondata, ricordando come analoghi ricorsi alla Commissione di Garanzia siano stati respinti in passato. Secondo il sindacato, tali dichiarazioni avrebbero l’unico scopo di delegittimare la protesta e dissuadere il personale dal parteciparvi.
La questione salariale resta centrale: il sindacato lamenta il mancato aggiornamento di alcune voci della busta paga, ferme da quasi vent’anni nonostante gli accordi vigenti. Il rischio evidenziato è che retribuzioni non competitive impediscano di attrarre nuovo personale e spingano i dipendenti attuali verso altre realtà professionali. In assenza di un’apertura al dialogo e di una convocazione ufficiale, i rappresentanti dei lavoratori non escludono nuove iniziative di protesta nel prossimo futuro.
