Polizia di Stato in Friuli, un anno di attività: 265 arresti, 3.345 denunce e controlli a tappeto
Si è aperta in mattinata con i momenti di commemorazione dedicati ai caduti della Polizia di Stato e si è conclusa al Teatro Sociale di Gemona del Friuli la giornata del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato in provincia di Udine. Il programma ha visto, alle 8.30, la deposizione di una corona d’alloro da parte del questore presso il monumento ai caduti in piazzale D’Annunzio, alla presenza del prefetto di Udine, seguita dagli onori resi in viale Ungheria ai colleghi deceduti nella cosiddetta Strage di Natale. La cerimonia ufficiale è poi proseguita a partire dalle 11 con l’arrivo delle autorità, i gonfaloni dei Comuni di Udine, Gemona del Friuli, Tolmezzo e Cividale del Friuli, il Labaro dell’Associazione nazionale Polizia di Stato, la lettura del messaggio istituzionale, gli interventi delle autorità e la consegna dei riconoscimenti.
Nel corso della giornata sono stati anche resi noti i dati di bilancio dell’attività svolta dalla Polizia di Stato in provincia di Udine e dalle sue specialità, offrendo una fotografia complessiva del lavoro portato avanti nell’ultimo anno sul fronte della sicurezza, del controllo del territorio, dell’ordine pubblico, della prevenzione e delle indagini. Dai numeri emerge un’attività intensa e articolata: 3.345 denunce presentate, 807 responsabili individuati, 1.467 persone denunciate in stato di libertà e 265 arrestate, con 184 minorenni denunciati e 23 arrestati. A questo si aggiungono 554 servizi di ordine pubblico, oltre 19 mila persone controllate sul territorio dalla sola attività dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e un impegno diffuso che ha interessato anche anticrimine, squadra mobile, polizia amministrativa, immigrazione e commissariati distaccati.
Accanto ai dati generali della Questura, sono stati illustrati anche quelli relativi alle specialità della Polizia di Stato. La Polizia di Frontiera ha identificato 80.997 persone e controllato 35.990 veicoli, con 592 rintracci di stranieri irregolari in zona confinaria. La Polizia Stradale ha rilevato 415 incidenti, elevato 12.152 contravvenzioni e ritirato 1.028 patenti. La Polizia Ferroviaria ha controllato 48.853 persone, mentre la Polizia Postale ha ricevuto 120 denunce e controllato 3.489 siti web, affiancando all’attività repressiva anche quella di prevenzione e formazione rivolta a studenti e adulti.
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Il bilancio comprende poi anche l’attività dei commissariati. A Tolmezzo sono state controllate 6.260 persone e 3.225 veicoli, con 145 denunce e querele ricevute, un arresto e 57 persone denunciate. I passaporti emessi sono stati 3.054, i porti d’arma per tiro a volo o caccia 364 e le pratiche di immigrazione 1.313. Tra gli elementi evidenziati figurano l’arresto di un cittadino marocchino per violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa, attività investigative su sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento illecito legato a nullaosta per visti d’ingresso e permessi di soggiorno, oltre a numerosi approfondimenti su truffe e consumo di sostanze stupefacenti tra i giovani.
Accanto ai numeri della Questura sono stati resi noti anche quelli delle Specialità della Polizia di Stato, che completano il quadro del presidio sul territorio. La Polizia di Frontiera ha effettuato 6.869 pattuglie, identificato 80.997 persone e controllato 35.990 veicoli. I rintracci operati dall’unità mista in ingresso sul territorio nazionale con inibizione all’ingresso sono stati 119, mentre i rintracci di stranieri irregolari in zona confinaria hanno raggiunto quota 592. Si contano inoltre 19 arresti, 73 persone indagate in stato di libertà, 2 riammissioni attive proposte e accolte e 7 riammissioni passive, anch’esse accolte. Tra gli episodi richiamati figurano l’arresto, il 6 aprile 2025, di un cittadino destinatario di un Mandato di arresto europeo alla barriera autostradale A23 di Ugovizza; il fermo, l’8 aprile, di un cittadino sloveno trovato con sostanze stupefacenti al valico di Fusine Laghi; il caso del 9 dicembre, quando un veicolo in fuga ha forzato il blocco all’ex valico di Coccau, venendo poi fermato in Austria con a bordo stranieri irregolari; e infine l’arresto, il 18 dicembre, di un cittadino turco a Tarvisio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
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