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Pedaggi inalterati almeno fino al 2029: ecco l’obiettivo di Autostrade Alto Adriatico

Autostrade Alto Adriatico punta a mantenere inalterati i pedaggi fino al 2029, completando nel contempo i lavori per la terza corsia. Si tratta di un obiettivo ambizioso che renderebbe la concessionaria l’unica in Italia a non aumentare le tariffe per undici anni consecutivi, nonostante la forte inflazione registrata negli ultimi tempi. La strategia è stata illustrata a Trieste durante l’audizione della prima commissione permanente del Friuli Venezia Giulia, dove è stato presentato l’aggiornamento del piano economico finanziario da quasi 1,9 miliardi di euro. Attualmente la tariffa di 7,8 centesimi al chilometro per i veicoli leggeri rimane inferiore rispetto a quella di altre concessionarie che hanno realizzato infrastrutture di simile portata.

Il presidente Marco Monaco ha definito la scelta dell’invarianza tariffaria come un atto doveroso nei confronti di pendolari e imprese, specialmente a fronte di un contesto geopolitico che ha fatto lievitare i costi delle materie prime per circa 600 milioni di euro. Il finanziamento della terza corsia, del valore complessivo di oltre 2 miliardi, è avvenuto principalmente attraverso il reinvestimento degli utili derivanti dai pedaggi, senza contributi statali di rilievo. Nonostante gli ostacoli burocratici e i tempi tecnici per il subentro ad Autovie Venete, l’investimento complessivo ha già superato il miliardo di euro, portando al completamento di 76 chilometri di nuovo asse autostradale tra A4 e A34, con la costruzione di decine di ponti, cavalcavia e sottopassi predisposti anche per un’eventuale quarta corsia.

Tra le opere future più rilevanti spiccano i 25 chilometri di terza corsia tra San Donà e Portogruaro, i cui cantieri partiranno tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 dopo l’aggiudicazione al Consorzio Eteria. Sono inoltre previsti l’ampliamento dei caselli di Portogruaro e Redipuglia, la riqualificazione del Lisert e la valutazione per il nuovo svincolo di Alvisopoli-Bibione. Una spinta decisiva al piano è arrivata dall’aumento di capitale sociale di 105 milioni di euro, di cui 95 messi a disposizione dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha permesso alla società di operare con maggiore autonomia finanziaria e senza ricorrere a linee di credito esterne a partire da luglio 2025.