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Paluzza, studio di fattibilità per la realizzazione di una nuova strada forestale camionabile in Val Collina

Il Consorzio Boschi Carnici ha approvato lo studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di una nuova strada forestale camionabile in Val Collina, nel comune di Paluzza. Non si tratta di un semplice sentiero boschivo, ma di un’infrastruttura strategica fondamentale per la sicurezza stradale e il supporto alle attività estrattive locali, in particolare per la cava di marmo di proprietà del Consorzio.

L’operazione è sostenuta da un robusto finanziamento regionale di quasi due milioni di euro, ottenuto grazie all’interessamento dell’assessore Stefano Zannier. Il progetto, che porta la firma di Michele Simonitti, prevede una struttura imponente con una carreggiata larga 4,5 metri che si snoderà per quasi quattro chilometri complessivi. Il tracciato è stato studiato per essere funzionale e sostenibile, con una pendenza media contenuta tra il 3% e l’8%. La logistica dei lavori prevede due lotti distinti: il primo salirà dalla zona dei laghetti di Timau verso la cava, mentre il secondo scenderà dal Passo di Monte Croce Carnico per ricongiungersi alla medesima area, garantendo così un doppio accesso al compendio.

Il vero valore aggiunto dell’opera risiede nella sua capacità di fungere da alternativa alla viabilità ordinaria. Come spiegato dal presidente del Consorzio Luigi Cacitti, la nuova strada permetterà di servire l’intera Val Collina bypassando il tratto della statale attualmente più critico. Quella zona è infatti classificata come area a massima pericolosità geologica ed è stata spesso teatro di frane che hanno isolato il confine. Anche l’assessore regionale Cristina Amirante ha ribadito l’importanza strategica del progetto, definendo la forestale come una fondamentale strada di emergenza a supporto del Passo Monte Croce Carnico.

Mentre la statale principale dovrebbe riaprire definitivamente in primavera dopo il potenziamento delle gallerie paramassi, la nuova via in Val Collina garantirà una rete di sicurezza indispensabile per l’alta Val del But. Grazie al supporto tecnico della Comunità di Montagna, l’iter sta procedendo spedito con l’obiettivo concreto di arrivare all’appalto dei lavori entro il primo semestre del 2026.