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Ora legale, pronti al cambio delle lancette

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo scatterà ufficialmente l’ora legale. Per adeguarsi al nuovo orario occorre spostare le lancette in avanti di un’ora, passando direttamente dalle 2 alle 3.

Mentre i dispositivi elettronici come smartphone e computer aggiorneranno l’orario in modo automatico, l’intervento manuale sarà necessario solo per gli orologi da polso analogici e i cronometri di vecchi elettrodomestici. Lo spostamento in avanti comporterà la perdita di un’ora di sonno durante la notte della transizione, ma garantirà un’ora di luce naturale in più nei pomeriggi dei mesi successivi.

L’obiettivo principale di questa misura rimane il risparmio energetico, poiché lo spostamento della luce solare verso le ore serali permette di posticipare l’accensione dell’illuminazione elettrica. Il regime di ora legale resterà in vigore per sette mesi, fino all’ultima domenica di ottobre, quando si tornerà all’ora solare.

Nonostante l’abitudine consolidata, la questione del doppio orario resta al centro di un dibattito politico in sede europea. Nel 2018, una consultazione pubblica ha evidenziato una preferenza per l’abolizione del cambio stagionale, ma la mancata uniformità tra i Paesi membri ha finora impedito una decisione definitiva. Le nazioni del Nord Europa, caratterizzate da estati con molte ore di luce naturale, spingono per l’abolizione del cambio, mentre i Paesi mediterranei, tra cui l’Italia, mantengono una posizione più cauta, privilegiando i risparmi energetici garantiti dal sistema attuale.

La medicina del sonno segnala che lo spostamento in avanti delle lancette può determinare una temporanea alterazione del ritmo circadiano. Tale fenomeno, spesso paragonato a un lieve “jet lag”, può causare sintomi transitori: difficoltà di addormentamento nelle prime serate successive al cambio; senso di stanchezza o irritabilità durante le prime ore del mattino; variazioni nei livelli di attenzione nei primi due o tre giorni di transizione. Gli esperti consigliano di anticipare gradualmente l’orario del riposo nei giorni precedenti e di esporsi alla luce naturale al mattino per accelerare il riallineamento dell’orologio biologico.