Lavoro, in Fvg per la prima volta il gender gap scende sotto il 10%
“I dati dell’andamento del lavoro dei primi 11 mesi del 2025 ci dicono che c’è una leggera flessione della disoccupazione rispetto allo stesso periodo del 2024; cresce il tempo indeterminato di giovani e donne. Nel terzo trimestre 2025 il tasso di occupazione 15-64 anni aumenta poiché crescono gli occupati in quella fascia d’età rispetto al trimestre precedente, soprattutto donne. Il tasso di occupazione maschile è maggiore (74,4%) rispetto alle donne (64,6%), ma il gender gap si riduce, scendendo per la prima volta sotto i 10 punti percentuali”.
Lo ha detto l’assessore regionale al Lavoro, istruzione, formazione e famiglia Alessia Rosolen a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto europeo FemEcoPlus, che punta a creare una comunità di donne imprenditrici e libere professioniste nell’area transfrontaliera tra Friuli Venezia Giulia e Carinzia.
Il progetto FemEcoPlus ha un valore complessivo di 167mila euro ed è finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Austria 2021-2027, con il coinvolgimento dei GAL Euroleader (Carnia), Open Leader (Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale) e del distretto austriaco di Hermagor (GAL Region Hermagor). I soggetti promotori del progetto sono la Cooperativa Cramars (capofila), il partner austriaco Verein für Bildung und Lernen (Carinzia) e il Consiglio sindacale interregionale Friuli Venezia Giulia-Carinzia (CSI Fvg-Carinzia).
Rosolen ha ricordato che “quest’anno i CSI compiono 30 anni e questo è un passaggio fondamentale di un percorso che nel tempo non è mai stato abbandonato ma ha saputo intercettare i cambiamenti del mondo del lavoro anche in territori di confine e montani particolarmente sensibili”.
L’assessore ha quindi ringraziato per il coinvolgimento nel progetto della Cisl, tra i protagonisti della costruzione della nuova normativa sul welfare innovativo, e la cooperativa Cramars, che rappresenta il territorio con un ruolo fondamentale nell’area transfrontaliera.
Rosolen ha sottolineato infine che “i temi dell’occupazione femminile e giovanile sono centrali nelle politiche di questa regione. Tutte le sperimentazioni sugli orari scolastici flessibili o su modelli di conciliazione lavoro-famiglia sono nate in aree interne e montane. Va ricordato inoltre l’impegno della Regione con un investimento ingente di risorse sulle nuove professioni”.
Dopo il coinvolgimento di una prima rete di 58 imprenditrici (41 italiane e 17 austriache), il progetto entra ora in una nuova fase con l’obiettivo di raddoppiare la comunità, arrivando a 100 donne attive, favorendo lo scambio di relazioni, competenze e azioni di supporto al lavoro autonomo femminile nell’area transfrontaliera. Nei prossimi mesi la rete sarà ulteriormente rafforzata con il coinvolgimento di amministratori e amministratrici degli enti locali. Il progetto è sostenuto da una solida base di ricerca, basata sulla raccolta di dati demografici nei due territori e sull’analisi dell’impatto occupazionale previsto nei prossimi 15 anni.
