Lavoro in FVG, la Cisl denuncia il rischio dei “contratti pirata”
La Cisl Fvg ha lanciato un allarme riguardante la diffusione dei cosiddetti “contratti pirata” in regione, spesso presentati come soluzioni flessibili ma che, secondo il sindacato, «privano i lavoratori di tutele essenziali come ferie e malattia». Al centro della polemica ci sono i contratti promossi da Anpit (Associazione Nazionale Per l’Industria e il Terziario), recentemente protagonista di un convegno a Buttrio,«i cui organizzatori hanno impedito l’accesso ai rappresentanti sindacali», si legge in una nota cislina.
Il segretario regionale Cristiano Pizzo e il responsabile della Fim Cisl di Udine, Francesco Barbaro, denunciano come «questi accordi generino risparmi per le imprese unicamente a scapito delle retribuzioni e dei diritti dei dipendenti, rischiando di impoverire settori strategici come quello metalmeccanico». La Cisl ha quindi richiamato l’attenzione delle associazioni datoriali e della Regione Friuli Venezia Giulia, chiedendo una «verifica rigorosa sull’equipollenza dei contratti per evitare contenziosi legali che il sindacato si dice già pronto a intraprendere».
L’appello alle istituzioni punta a salvaguardare il modello produttivo regionale, basato sulla qualità del lavoro e sulla dignità della persona. Secondo il sindacato, è necessario che la Regione intervenga per fare chiarezza: «Se tali contratti risultassero effettivamente peggiorativi rispetto a quelli siglati dalle sigle maggiormente rappresentative, rappresenterebbero una minaccia per la tenuta del tessuto economico locale», conclude la Cisl Fvg.
