La Grande Guerra rivive a Ovaro: il grido di Lussu tra versi e musica
Sabato 21 febbraio, alle ore 20:45, il Centro socioculturale di Ovaro ospiterà il recital “Quell’anno sull’Altipiano”, un appuntamento inserito nel cartellone di “Ovaro a braccia aperte” e realizzato grazie alla sinergia tra l’amministrazione comunale e Simularte. Al centro della serata c’è la rilettura poetica che Valerio Marchi ha operato sul capolavoro di Emilio Lussu, trasformando la cruda prosa del memoriale in un racconto in versi capace di toccare le corde più profonde dell’anima.
Sul palco, la narrazione di Marchi si intreccerà con la voce dell’attore Stefano Rizzardi e le suggestioni sonore curate dai musicisti Luca Zuliani al contrabbasso e Andrea Miola al mandolino. Non si tratta di una semplice commemorazione della Grande Guerra, ma di un’esperienza immersiva che, partendo dalle trincee del 1916, parla direttamente al nostro presente. Come sottolineato dallo stesso Marchi, lo spettacolo rende il pubblico partecipe di quel “grido che esalta la vita” proprio nel momento del massacro, trasfigurando l’umanità sofferente che strisciava tra i sassi dell’Altipiano in un monito contro l’assurdità di ogni conflitto contemporaneo.
La genesi dell’opera affonda le radici nella biografia di Emilio Lussu, figura poliedrica di soldato, esule antifascista e infine ministro dell’Italia liberata. Lussu scrisse il suo celebre “Un anno sull’Altipiano” tra il 1936 e il 1937 durante l’esilio in Svizzera, consegnando alla storia una delle più lucide denunce sull’irrazionalità della guerra. È da queste pagine che Marchi ha tratto ispirazione per la raccolta “Trenta liriche in omaggio a Emilio Lussu” (edita da Kappa Vu), pilastro testuale della performance ovarese. Un viaggio nella memoria che, partendo dal fango del Carso e dai passaggi friulani di Aiello, restituisce dignità e poesia a un capitolo tragico della nostra storia.
