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La coppia Ingrassia-Bargilli protagonista di “Ti ho sposato per allegria” in teatro a Tolmezzo

Ti ho sposato per allegria, una delle commedie più conosciute di Natalia Ginzburg torna in scena con la regia di Emilio Russo e l’interpretazione di Giampiero Ingrassia, Marianella Bargilli, Lucia Vasini, Claudia Donadoni e Viola Lucio. La produzione, firmata da Tieffe Teatro Milano e Teatro Quirino, sarà in tournée in Friuli Venezia Giulia per dieci giorni. Cinque le date nel Circuito ERT: martedì 10 marzo lo spettacolo sarà al Teatro Candoni di Tolmezzo per spostarsi mercoledì 11 marzo all’Auditorium Polifunzionale di Talmassons; nella settimana successiva verrà ospitato martedì 17 marzo al Teatro Miotto di Spilimbergo, mercoledì 18 marzo al Teatro Ristori di Cividale e giovedì 19 marzo al Teatro Odeon di Latisana. Tutte e cinque le recite avranno inizio alle 20.45. Dal 12 al 15 marzo la commedia sarà al Teatro Bobbio di Trieste per la stagione de La Contrada (12 e 13 marzo con inizio alle 20.30, il 14 il sipario si alzerà alle 18.00, il 15 alle 16.30).

Scritto nel 1965, due anni dopo la vittoria del Premio Strega per Lessico famigliare, Ti ho sposato per allegria è la prima delle undici commedie di Natalia Ginzburg. Anche nella scrittura teatrale l’autrice affronta temi che attraversano tutta la sua opera. L’amore, i rapporti tra le persone, il legame con le madri, il peso delle differenze sociali emergono attraverso dialoghi quotidiani e situazioni all’apparenza semplici e banali ma che rivelano tensioni profonde. La lingua è quella concreta della vita di ogni giorno e proprio per questo riesce a far affiorare con forza ciò che si nasconde dentro le relazioni familiari. 

La vicenda prende avvio subito dopo il matrimonio tra Giuliana e Pietro. Lei arriva da una famiglia povera e disordinata, segnata da una madre instabile e da un passato complicato. Lui appartiene a un ambiente borghese più saldo. Nella casa dei due sposi si susseguono conversazioni e visite che fanno emergere i ricordi di Giuliana e i dubbi di Pietro. I racconti della donna, spesso imprevedibili e disarmanti, mettono in luce la distanza tra i due mondi e portano entrambi a interrogarsi sul senso della loro scelta. La domanda ritorna più volte, quasi come un ritornello. Perché ci siamo sposati?

La commedia si muove tra presenze e assenze e costruisce un piccolo labirinto di parole e relazioni. I personaggi sembrano procedere dentro vincoli familiari che a volte appaiono difficili da sostenere. Nel rapporto tra Giuliana e Pietro si affaccia però una sincerità spiazzante che li costringe a mostrarsi senza difese. In questo spazio fragile e incerto prende forma una riflessione ironica sul matrimonio e sulle aspettative che lo accompagnano.