VIDEO – Il responso del Pignarul grant di Tarcento: “L’auspicio non è buonissimo”
«L’auspicio non è buonissimo, il fumo prima è salito dritto, poi ha girato verso nord. La lettura è che tutti noi non dobbiamo andare per forza al mercato e in giro per il mondo, ma dobbiamo impegnarci perché le cose migliorino: sarà un anno difficile il 2026, sia dal punto di vista geopolitico che economico. Quello che possiamo fare è metterci assieme, soprattutto tra i giovani, con l’obiettivo di trasformare una situazione drammatica in un’opportunità per tutti quanti».
Sono state queste le prime parole, dense di significato e di responsabilità, pronunciate dal Vecchio Venerando davanti alla pira del Pignarûl Grant, aprendo ufficialmente il capitolo 2026 della tradizione epifanica di Tarcento.
Un rito antico, carico di simboli e memoria collettiva, che nel gesto ancestrale della lettura del fumo e del fuoco continua a restituire non solo auspici per l’anno nuovo, ma anche un messaggio profondo di comunità, coesione e partecipazione, valori fondanti dell’identità friulana e del Friuli Venezia Giulia.
Sul colle di Coia, accanto al suggestivo Cjistielat, si è acceso il più grande falò propiziatorio della regione: una pira imponente, alta quindici metri, dalla quale, secondo tradizione, hanno preso avvio anche i pignarûi delle frazioni e dei paesi vicini. Un momento corale, capace di richiamare migliaia di persone e di trasformare la notte dell’Epifania in un potente rito comunitario.
A raccogliere e rilanciare il messaggio del Vecchio Venerando è stata Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze, intervenuta al fuoco epifanico di Tarcento. Nel richiamare gli auspici tratti dalla direzione del fumo, Zilli ha sottolineato come l’impegno richiesto a tutti sia oggi ancora più attuale: «L’impegno nelle nostre comunità locali rappresenta l’essenza dei valori che ci contraddistinguono e che vanno oggi rinsaldati», ha affermato, evidenziando il ruolo centrale della partecipazione e della responsabilità condivisa.
L’assessore ha poi ricordato come il 2026 sia un anno particolarmente significativo per l’identità friulana, segnato dal 50° anniversario del terremoto del Friuli. Un richiamo forte alla memoria collettiva e a quello spirito di solidarietà, coesione e responsabilità che seppe trasformare una tragedia in un esempio di rinascita riconosciuto a livello internazionale.



