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Il metalmeccanico in Friuli Venezia Giulia tra segnali di ripresa e incertezze globali

Mentre il settore metalmeccanico italiano registra una crescita nel ricorso agli ammortizzatori sociali, il Friuli Venezia Giulia mostra un segnale in controtendenza. Secondo l’ultimo report elaborato dalla FIM CISL regionale, nel corso del 2025 le ore di cassa integrazione autorizzate sul territorio sono state circa 7,8 milioni, segnando una riduzione del 12,35% rispetto all’anno precedente. Il dato si discosta nettamente dal quadro nazionale, dove l’analisi della FIM CISL evidenzia invece un aumento dei lavoratori coinvolti dalle misure di sostegno al reddito e un incremento a doppia cifra delle ore di cassa integrazione nei comparti metalmeccanico e siderurgico.

Nonostante il calo complessivo delle ore autorizzate in regione, il quadro resta complesso e caratterizzato da forti disparità provinciali, con le maggiori concentrazioni di aziende che utilizzano ammortizzatori sociali situate a Pordenone e Udine. Le incertezze derivano principalmente dalle dinamiche internazionali, dall’elevato costo dell’energia e da una pianificazione industriale che il sindacato definisce ancora poco strutturata. Pasquale Stasio, Segretario Regionale FIM CISL, pur accogliendo positivamente il miglioramento statistico, sottolinea come permangano numerose vertenze aperte, specialmente per le imprese legate alla filiera dell’automotive, settore che continua a scontare una crisi profonda.

Tra le realtà regionali che richiedono particolare attenzione spicca lo stabilimento Marelli Automotive Lighting di Tolmezzo. Il sito, che occupa 760 lavoratori diretti oltre a circa 30 somministrati, riflette le difficoltà strutturali del comparto automobilistico attraverso una persistente instabilità dei carichi di lavoro. Su questa situazione grava inoltre l’incertezza legata alla procedura di ristrutturazione del debito avviata negli Stati Uniti, nota come Chapter 11, la cui definizione è attesa per il prossimo mese di giugno. 

Davanti a questo scenario, la FIM CISL ribadisce la centralità strategica del metalmeccanico per l’economia regionale, chiedendo un supporto concreto attraverso politiche industriali adeguate a livello locale, nazionale ed europeo. L’impegno sindacale si è recentemente esteso anche a Bruxelles per sollecitare investimenti a sostegno delle transizioni industriali e una revisione del patto di stabilità che includa l’industria civile. L’obiettivo dichiarato resta il monitoraggio costante delle singole crisi aziendali per garantire prospettive occupazionali e solide basi industriali a tutte le lavoratrici e i lavoratori del territorio.Â