Crisi Iran e rincari agricoli: Confagricoltura FVG chiede interventi d’emergenza all’UE
Il presidente di Confagricoltura Fvg, Nicolò Panciera, ha rivolto un appello all’Unione Europea per l’introduzione di un Temporary Framework analogo a quello utilizzato durante la pandemia. La richiesta nasce dalla necessità di garantire ossigeno alle imprese e autonomia strategica a fronte dell’instabilità dei mercati causata dal conflitto in Iran, che ha spinto il Brent sopra i 100 dollari e il gas oltre i 62 euro al Megawatt/ora.
L’impatto sui costi di produzione agricola è già evidente: il prezzo del gasolio agricolo è quasi raddoppiato, passando da 80 centesimi a oltre 1,50 euro al litro, mentre l’urea ha subito rincari fino a 75 euro al quintale con crescenti difficoltà di reperimento. Secondo le stime del Centro Studi di Confagricoltura, per il 2026 si ipotizzano rincari energetici e dei fertilizzanti tra il 30% e il 40%, con un aggravio complessivo di circa 2 miliardi di euro che si somma ai costi mai rientrati dopo l’inizio della guerra russo-ucraina.
La crisi logistica legata al blocco dello Stretto di Hormuz sta inoltre colpendo duramente l’export verso l’Asia: si registrano numerose disdette per il comparto ortofrutticolo, in particolare per le mele e la IV gamma, con ordini annullati verso gli Emirati Arabi Uniti. A questo scenario si aggiungono le preoccupazioni per le nuove tariffe statunitensi e per gli accordi commerciali internazionali, come quelli con il Mercosur e l’Australia, che rischiano di penalizzare i produttori europei su beni sensibili come carne e zucchero.
In questo contesto, Panciera sottolinea l’importanza di tutelare il ruolo del settore primario nella produzione di energia green, fondamentale per la diversificazione degli approvvigionamenti, e auspica un intervento straordinario comunitario per difendere la tenuta del sistema agricolo regionale e nazionale.
