Confiscati beni per un milione e mezzo di euro a un imprenditore
La Guardia di Finanza di Trieste ha portato a termine la confisca definitiva di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro nei confronti di un imprenditore di origini laziali operante in Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento, emesso dal Tribunale del capoluogo e confermato dalla Corte di Cassazione, colpisce un soggetto considerato socialmente pericoloso e già noto alle forze dell’ordine per numerosi reati, tra cui riciclaggio, truffa, reati tributari e associazione per delinquere.
L’attività criminale dell’uomo si era sviluppata su scala nazionale attraverso la commercializzazione di autovetture acquistate in Germania e rivendute come seminuove dopo averne manomesso al ribasso il chilometraggio. Le auto venivano poi immatricolate senza i requisiti di legge, causando il successivo sequestro delle carte di circolazione ai danni degli acquirenti. Le vittime accertate sono state 835 in tutta Italia, di cui 111 residenti in regione tra le province di Pordenone, Udine e Trieste.
Le indagini patrimoniali condotte dal Gico hanno fatto emergere una sproporzione di circa 4 milioni di euro tra i redditi dichiarati e il reale tenore di vita dell’indagato e della sua famiglia. Tra i beni acquisiti al patrimonio dello Stato figurano una villa di lusso con piscina intestata alla moglie, un appartamento, cinque auto di marchi prestigiosi come Mercedes e Audi, undici orologi di valore tra cui Rolex e Cartier, oltre a 150.000 euro in contanti, parte dei quali depositati su un conto corrente in Austria.
