Carnia laboratorio d’Europa: musica e arti performative per costruire inclusione e coesione sociale
Da alcuni mesi la Carnia è al centro di uno studio internazionale che mira a valutare come le arti performative, la musica, ma anche il teatro e la danza, possano sviluppare l’alfabetizzazione culturale, promuovendo conoscenza, inclusione e coesione sociale. Si chiama “d@rts – dialoguing arts (cultural literacy for social inclusion)”, finanziato dal programma Horizon dell’UE (2021-2027), il Programma quadro dell’Unione Europea per la ricerca e l’innovazione, che si è posto l’obiettivo di trovare risposte a diverse domande attivando dei percorsi laboratoriali-artistici all’interno di comunità di Italia, Serbia, Germania e Norvegia.
L’EVENTO IN PROGRAMMA IL 1° MARZO – Domenica 1° marzo, in un grande evento itinerante aperto a tutti e gratuito, sarà possibile “assistere” agli esiti di quanto è emerso dal progetto, sul territorio promosso dalla Cooperativa Puntozero in collaborazione con il Centro Studi Interculturali del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di Verona. La giornata sarà suddivisa in tre momenti in altrettante località afferenti al Comune di Ovaro, in tutte le tappe è prevista una mostra interattiva sul progetto e sui suoi esiti, sfruttando installazioni interattive dedicate alle capacità di comprendere, dialogare e convivere nelle differenze, già presenti sul territorio dal 21 febbraio. In quanto alle attività itineranti, si comincerà alle 10 a Clavais, in piazza e Villa Ines. Alle 11.30, ci si sposterà a Muina, al Bar Cooperativa. Mentre alle 17, l’appuntamento è a Ovaro, al Centro di aggregazione giovanile (in località Spin, via Vidrina di Chialina), dove è in programma una grande festa finale con esibizioni musicali, in collaborazione con Villachorus e Coro SutrioInCanta. Prevista animazione, giochi e un goloso rinfresco.
LE ATTIVITÁ DI RICERCA – Rivolto a persone di tutte le età, attraverso il progetto d@rts sono state realizzate attività di ricerca condotte da operatori locali volte ad analizzare come la musica d’insieme possa favorire l’acquisizione e il potenziamento delle competenze della Cultural Literacy, come per esempio l’ascolto, l’empatia, la collaborazione, riconoscere i pregiudizi, gestire i conflitti. In particolare si sono tenuti dei laboratori musicali per bambini a Ravascletto; altri laboratori e percorsi musicali di organo per adolescenti di Sutrio e Paluzza; e un percorso di musica d’insieme aperto a tutte le fasce d’età ad Ovaro.
LA PAROLA ALL’ESPERTA – «La ricerca – ha spiegato Cristina Balloi, ricercatrice in pedagogia generale e sociale, coordinatrice per l’Università di Verona del progetto d@rts – ha coinvolto un gruppo di bambine e bambini e un gruppo di adulti e adolescenti che, attraverso un approccio partecipativo, hanno contribuito alla costruzione degli esiti del progetto. Dallo scorso giugno i due gruppi si sono ritrovati per fare musica insieme, guidati da artiste e artisti che, in collaborazione con il team dei ricercatori, hanno facilitato la connessione tra pratiche artistiche e attività scientifica. Tutti i partecipanti e le partecipanti sono stati parte attiva del processo contribuendo alle diverse fasi di raccolta e analisi dei dati. Oltre ai gruppi impegnati nelle attività musicali – ha continuato ancora la ricercatrice che si è occupata del progetto assieme alla collega Licia Lombardo -, è stato costituito un comitato locale che ha avuto la funzione di decidere, insieme allo staff di progetto, gli aspetti logistici e comunicativi, con l’obiettivo di favorire nuove connessioni e una più ampia diffusione delle attività svolte nella comunità. Quello del primo marzo sarà senz’altro un importante momento di condivisione, all’insegna di narrazione, musica, attivazione e arte rivolti a persone di tutte le fasce d’età».
