L’Ecomuseo delle Acque del Gemonese porta i Contratti di Fiume in Università
Il corso di Geografia Umana nell’ambito della Laurea triennale in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale dell’Università degli Studi di Udine per l’anno accademico 2025-2026, tenuto dal prof. Francesco Visentin con il supporto dell’assegnista di ricerca Anna Brusarosco, vede il coinvolgimento dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, all’interno di un percorso laboratoriale dedicato ai processi dei Contratti di Fiume. Dopo le esperienze con altre realtà regionali, quest’anno l’attività si concentra sul nascente Contratto di Fiume del Ledra, rispetto al quale il Comune di Buja ha manifestato la disponibilità a proporsi come comune capofila. L’iniziativa coinvolge studenti, docenti, volontari e amministratori in un’esperienza di co-apprendimento che dimostra come la geografia dell’acqua sia una chiave concreta per leggere il paesaggio, comprenderne le trasformazioni e costruire strumenti condivisi di cura e valorizzazione del territorio.
Simona Piccoli, assessore all’ambiente del Comune di Buja, e Maurizio Tondolo, direttore dell’Ecomuseo, hanno partecipato alla lezione introduttiva, portando in aula il racconto delle attività svolte e una prima lettura del bacino del Ledra, evidenziandone criticità, potenzialità e prospettive di sviluppo. Interverranno a un’escursione guidata con docenti e studenti per una conoscenza diretta del territorio alla presenza di testimoni ed esperti, e ai laboratori progettuali, affiancando i gruppi di studenti nella predisposizione dei materiali finalizzati alla comunicazione e valorizzazione: podcast, video, itinerari tematici, strumenti digitali e narrazioni innovative. Gli elaborati finali non saranno semplici esercizi accademici ma risorse concrete a disposizione dell’Ecomuseo e dei comuni coinvolti, capaci di generare nuove energie, relazioni e opportunità per il futuro del Fiume Ledra.
Gli obiettivi del corso sono molteplici. Dal punto di vista didattico, quello di mostrare come la geografia non sia solo una disciplina teorica, ma abbia notevoli e importanti risvolti pratici e possa mettersi “al servizio” del territorio. Dal punto di vista della ricerca-azione sui Contratti di Fiume, la proposta mira a promuovere la cultura dell’acqua presso gli studenti. Infine, dal punto di vista delle associazioni e dei comuni, il laboratorio rappresenta un modo per sviluppare materiali e strumenti nuovi con i quali dare visibilità alle proprie attività e ai relativi contratti di fiume, ma anche un’opportunità per entrare in relazione con i giovani, facilitando i contatti per eventuali collaborazioni future e tirocini.
(in copertina Pesca sul Ledra negli anni Trenta, foto di Tarcisio Baldassi)
