FVGPrimo pianoSport

Basta violenza sugli arbitri: l’appello unitario delle Sezioni AIA del Friuli Venezia Giulia

Le Sezioni dell’Associazione Italiana Arbitri del Friuli Venezia Giulia (Basso Friuli, Gradisca d’Isonzo, Maniago, Pordenone, Tolmezzo, Trieste e Udine) esprimono con forza e unità la propria ferma condanna verso ogni forma di violenza nei confronti degli ufficiali di gara, alla luce dei recenti episodi che hanno coinvolto arbitri nella nostra regione, dove negli ultimi tre anni si sono registrati 6 casi di aggressione. «Un dato preoccupante, che trova purtroppo conferma anche nella stagione sportiva in corso, già segnata da due episodi: uno con 10 giorni di prognosi e un altro con 4 giorni di prognosi – si legge in una nota -. Numeri che non sono semplici statistiche, ma rappresentano persone: ragazzi e ragazze che ogni settimana scendono in campo per garantire il rispetto delle regole. Come ricordato anche nella campagna di sensibilizzazione “Basta Violenza”, dietro ogni arbitro c’è un figlio, una sorella, un compagno. I comitati ribadiscono che la violenza, verbale o fisica, non può e non deve trovare spazio nello sport. Il calcio deve essere luogo di confronto, crescita e rispetto reciproco. Senza regole non si gioca, senza rispetto non esiste sport. Per questo, anche in questo weekend le gare inizieranno con 5 minuti di ritardo, dopo la lettura di un comunicato contro la violenza».

«“Fuori i violenti dal calcio” non è solo uno slogan, ma una richiesta chiara e non più rimandabile: è necessario l’impegno congiunto di società, dirigenti, atleti, tifosi e istituzioni affinché episodi simili non si ripetano», che chiedono maggiore responsabilità e vigilanza da parte delle società sportive; tolleranza zero verso comportamenti aggressivi; un rafforzamento delle azioni educative e culturali sul rispetto delle regole e delle figure arbitrali.

«Gli arbitri continueranno a svolgere il proprio servizio con passione, dedizione e senso del dovere, ma è indispensabile che tutto il movimento sportivo faccia la propria parte – si conclude la nota -. Il rispetto è il primo fischio d’inizio di ogni partita».