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A Ravascletto si ragiona su germoplasma, viticoltura di montagna e cambiamenti climatici

Quale futuro attende la viticoltura di fronte alle sfide imposte dal riscaldamento globale? Se lo chiede la comunità di Ravascletto, che per l’inizio del nuovo anno ha scelto di puntare sulla divulgazione scientifica di alto livello. Domenica 4 gennaio alle 17:30 la sala eventi della Protezione Civile (in via Valcalda) ospiterà un convegno dal titolo “Germoplasma e viticoltura di montagna: modelli di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici”.

La scienza al servizio del territorio
L’evento, organizzato dalla Biblioteca comunale di Ravascletto, vedrà come relatore il prof. Roberto Zironi, docente senior di Tecniche Enologiche presso il Di4A dell’Università degli Studi di Udine. Zironi, uno dei massimi esperti del settore, approfondirà il ruolo cruciale del germoplasma (ovvero il patrimonio genetico delle piante) come risorsa fondamentale per selezionare varietà di vite capaci di resistere a condizioni meteorologiche sempre più estreme e imprevedibili.
L’incontro sarà introdotto da Riccardo De Infanti, collaboratore tecnico scientifico del Di4A dell’Ateneo friulano, che aiuterà a contestualizzare l’importanza della ricerca accademica per la salvaguardia delle colture locali.

Viticoltura di montagna: una risorsa da proteggere
La scelta del tema non è casuale. La viticoltura di montagna, definita spesso “eroica” per le pendenze e le difficoltà climatiche, rappresenta un presidio fondamentale per la biodiversità e l’economia dei territori alpini. Tuttavia, l’innalzamento delle temperature sta cambiando radicalmente i cicli biologici della vite, rendendo necessari nuovi modelli di gestione e una profonda capacità di adattamento.

Partner e patrocini
L’iniziativa vanta una fitta rete di collaborazioni che sottolineano l’importanza del tema: oltre al Comune di Ravascletto e all’Università di Udine, partecipano realtà come la BaGAV (Banca del Germoplasma Autoctono Vegetale del FVG), l’International Academy of Sensory Analysis e i Narratori del Gusto.

L’appuntamento è dunque fissato per il tardo pomeriggio del 4 gennaio: un’occasione preziosa per agricoltori, appassionati e cittadini per capire come il paesaggio montano si stia trasformando e quali strategie la scienza stia mettendo in campo per preservare la tradizione enologica del territorio.