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A Gemona la presentazione del volume dedicato alla rete ecomuseale

Le parole chiave sono “territorialità” e “partecipazione”. Gli ecomusei sono forme museali non tradizionali, che valorizzano il paesaggio e il patrimonio culturale, materiale e immateriale, di una determinata area, attraverso il coinvolgimento delle comunità e in collaborazione con le istituzioni locali. Nel Nordest italiano gli ecomusei sono assai diffusi, concentrati soprattutto nelle aree montane e caratterizzati da elementi tematici diversificati. Lo evidenzia il volume La rete ecomuseale: una strategia per l’ecosistema dell’innovazione nelle Alpi orientali curato da Federico Lovison, Mauro Pascolini e Francesco Visentin dell’Università degli Studi di Udine ed edito da Forum, che verrà presentato a Gemona nella sede dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese (LAB Terremoto, piazza Municipio 5) nella giornata di venerdì 27 febbraio alle 17.30. Interverranno gli autori.

La pubblicazione raccoglie i risultati delle ricerche PNRR del Consorzio iNEST (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem), svolte sul tema nell’ambito dello Spoke 1 dedicato all’innovazione nei contesti montani. Vi vengono analizzate le attività degli ecomusei di quest’area geografica, le legislazioni adottate, le forme di organizzazione, gestione, collaborazione in rete e le modalità di finanziamento. Ulteriori contributi riguardano proposte di lettura relative all’inquadramento disciplinare e una serie di riflessioni sulle buone pratiche relative alle reti ecomuseali in montagna, da consolidare quale ulteriore strumento per la valorizzazione di questi musei “eretici” come vengono definiti da Hugues de Varine, padre fondatore degli ecomusei.

(nella foto di Graziano Soravoto, unna visita alla Latteria turnaria di Campolessi, promossa dall’Ecomuseo delle Acque nell’ambito del progetto “Latte, mleko, milk” relativo alle Alpi orientali)