CollinareTerritorio

A Buja la Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini

“Nel cinquantesimo del terremoto del 1976, il Friuli riconosce negli Alpini una delle sue radici più profonde: una presenza fatta di silenzio operoso, rispetto, umanità e fiducia, capace di trasformare il dolore in rinascita e il sacrificio in speranza”.
Sono le parole dell’assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia Barbara Zilli, intervenuta oggi a Buja alla celebrazione della Giornata della memoria e del sacrificio degli Alpini, in uno dei luoghi simbolo del Friuli segnato dal sisma del 1976, nell’anno del cinquantesimo anniversario.
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente nazionale dell’Associazione nazionale Alpini (Ana) Sebastiano Favero, il presidente dell’Ana Udine Mauro Ermacora, il Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito Italiano Michele Risi, l’europarlamentare Anna Cisint, il ministro Luca Ciriani, il sindaco di Buja Silvia Maria Pezzetta e numerosi primi cittadini.

Zilli e Ciriani

“Dopo il ricordo di Nikolajewka a Cargnacco, esempio estremo del sacrificio alpino, oggi a Buja viviamo una giornata solenne che unisce la memoria del sacrificio degli Alpini all’avvio delle celebrazioni per il cinquantesimo del sisma del 1976 – ha sottolineato Zilli -. Tra Friuli e Alpini esiste un legame indissolubile, che si è rafforzato durante il terremoto e in ogni emergenza, fino alla recente esperienza del Covid, ma che vive anche nei momenti di pace, di prosperità e di festa. I gruppi dell’Associazione nazionale Alpini animano le nostre comunità con un impegno costante e hanno il merito di avvicinare i giovani, tenendoli uniti attorno ai valori del cappello alpino”.
“Nei giorni immediatamente successivi al sisma – ha ricordato ancora l’assessore – entrando nelle case con sensibilità, gli Alpini accompagnarono intere famiglie fuori dalla paura, condividendo silenzi e dolore. Una presenza concreta che seppe restituire alle comunità un senso di fiducia e di normalità”.
“Il ruolo degli Alpini in quei giorni – ha aggiunto Zilli – fu valorizzato da Giuseppe Zamberletti, di cui proprio oggi cade l’anniversario della scomparsa, che ne sottolineò il contributo decisivo non solo nella gestione dell’emergenza, ma nella capacità di mantenere unite le comunità, trasformando l’inquietudine in fiducia”.
Zilli ha quindi richiamato il valore del modello Friuli come patrimonio collettivo nato dalla collaborazione, dalla responsabilità condivisa e dalla fiducia reciproca: “Quel modello, riconosciuto a livello internazionale, nasce anche dai valori alpini. È un’eredità viva che parla al presente e orienta il futuro”.
“Gli Alpini fanno parte della nostra comunità perché ciascuno di noi ha un alpino in famiglia, un amico, un conoscente – ha ricordato l’assessore -. Lo spirito alpino è parte dell’identità friulana. Questo è un anno straordinario di memoria e di riconoscenza, un anno in cui il Friuli esprime gratitudine verso chi lo ha aiutato”.
“Le Penne Nere sono nella nostra storia e nella nostra cultura, ma anche nel nostro futuro, nei tanti giovani che oggi animano il volontariato e scelgono di vestire una divisa. Essere qui oggi a Buja significa testimoniare con orgoglio tutto questo” ha concluso Zilli.

(in copertina Zilli e Pezzetta)