Questionario della Cisl Alto Friuli per i candidati sindaco

Le
elezioni per il rinnovo delle 47 Amministrazioni dell’Alto
Friuli
si
avvicinano e la Cisl Alto Friuli rende
pubblici i dati relativi al questionario che, nelle settimane
scorse, è stato
inviato a tutti i 101 candidati sindaci del nostro territorio.

Alle
urne si sfideranno 15 donne e 86 maschi:

l’unico comune che registra una sfida tutta al femminile è
Rigolato; dieci saranno invece i Comuni con monocandidatura,
otto dei quali
sono in Carnia e fra questi vi è Amaro, con una sola candidata
donna. Altre
peculiarità riguardano il numero dei candidati sindaco: unico
Comune con cinque
sfidanti è quello di Fagagna mentre, in Carnia, la corsa più
numerosa è quella
a quattro del Comune di Socchieve, così come avverrà nei due
centri maggiori,
Tolmezzo e Gemona del Friuli.

Il
questionario presentava sei domande
,
che toccavano cinque punti chiave come la sanità, il riordino
degli enti locali, il rilancio economico, la riorganizzazione
dei servizi e la
priorità in agenda del candidato sindaco, qualora venisse
eletto.

Dei
47 comuni interessati dal voto, hanno riposto al questionario:
15 Comuni della Carnia, 8 del Gemonese, Canal del
Ferro e Val
Canale, 7 nel Sandanielese e uno solo nel Tarcentino. 16 sono
stati quelli che
invece non hanno fatto pervenire alcuna risposta da parte dei
candidati.

La
prima battaglia che i candidati sindaci affronterebbero una
volta eletti riguarda la riduzione o gli sgravi di imposte e
tasse comunali per
famiglie, pensionati e meno abbienti, che risulta essere
fondamentale per il
26,2%
. Seguono,
a breve distanza, la ricerca di
fondi comunitari o progetti integrati (23,8%) e lo sblocco del
patto di
stabilità, che riguarda il 21,4% delle risposte. Residuale la
percentuale che
interessa l’arresto alle richieste di derivazioni idroelettriche
(0,8%).

Il
rilancio dell’economia presenta un set di risposte più
frammentate
, ma
in ogni caso i candidati
sindaci nel 20,8% delle risposte indicano come prioritaria
l’attivazione di
vantaggi fiscali per l’avvio di nuove aziende e per l’attrazione
di nuovi
investitori (anche stranieri); segue il completamento della rete
banda
larga/wireless con il 13,8% e le politiche energetiche mirate al
12,3%),
distanziate di pochissimo dai progetti turistici e culturali di
rete (11,5%).

Da
queste prime risposte si vede come, anche l’Alto Friuli, abbia
una tendenza a guardare all’Europa e collaborare tra Comuni
: lo sblocco del patto di stabilità, così come la
ricerca di fondi
europei fanno capire che l’Europa è comunque un alleato prezioso
per l’uscita
dalla crisi; mentre anche il concetto di ‘rete’ comincia ad
essere sempre più
sentito, nell’ottica che i benefici sono effettivamente tali
solo se vengono
condivisi.

La
seconda tematica affrontata riguarda il riordino degli enti
locali e il percorso da attuare per arrivarvi: quasi la metà
dei candidati
afferma che esso vada fatto prima su base volontaria
e, se non realizzato entro un determinato termine,
diventi poi
coercitivo (47,6%). Seguono, ben distanziate, le adesioni
esclusivamente
volontarie (23,8%) e quelle solo obbligatorie (22,2%). Per
quanto riguarda gli
‘obiettivi’ da raggiungere con questo riordino, il 21,6% indica
urgente
l’unione di specifici servizi, mentre il 18,6% predilige
l’associazione
intercomunale e il 15,5% l’unione con uno o più comuni
contermini. Marginali
restano coloro che vogliono rimanere autonomi (3,1%),
concentrati
esclusivamente in Carnia e nella zona del Gemonese, Canal del
Ferro e
Valcanale.

Uno
dei nodi cruciali nei programmi politici dei candidati rimane
la sanità:
il 22,7%
vuole implementare la rete
territoriale, il 20,2% vuole specializzare l’offerta ospedaliera
degli ospedali
di rete e al 17,6% piace la creazione di un’unica Azienda
Territoriale
comprendente i distretti di Tolmezzo, Gemona, San Daniele e
Tarcento. Molto
meno convincente l’idea di un’Azienda Territoriale che unisca,
ai quattro
distretti appena citati, anche Spilimbergo, scelta solo dal 5%
dei candidati.
Con sorpresa, il rafforzamento del ruolo dei sindaci nel governo
del sistema
socio-sanitario locale è stato scelto solo dal 10,1% dei
candidati, e molto
spesso, come terza o quarta opzione di priorità.

Per
ciò che riguarda i servizi del territorio, il 32,7% ritiene
che sia doveroso mantenerli/accorparli per aree omogenee,
il 17,8% punta alla creazione di uno o più centri
polifunzionali
multi-servizi e il 15,8% propende per la difesa ad oltranza dei
livelli attuali
di servizi offerti, probabilmente collegabile, quest’ultima
risposta, al fatto
di voler arginare il progressivo spopolamento delle zone
marginali. Piace
decisamente poco l’idea di far nascere una cooperativa o società
comprensoriale
multi-utility (5,9%). Tra le idee che emergono, qualcuno propone
servizi di
teleassistenza e telemedicina.

Alcune
peculiarità: lo sblocco del patto di stabilità sembra
essere prioritario in quasi tutti i distretti/ambiti tranne
che in Carnia
,
dove si ferma al 12,1%, mentre nella zona del Gemonese, Canal
del Ferro e Valcanale sale al 27%, nel Sandanielese al 32,1% e
nella zona del
Tarcentino tocca il 33,3%. Anche sul percorso da attuare per il
riordino degli
enti locali emergono alcune singolarità: tutti i
distretti/ambiti segnalano
come precipua l’opzione che vede prima un’adesione volontaria e,
successivamente obbligatoria. Vi fa eccezione la zona del
Gemonese, Canal del
Ferro e Valcanale, che invece indica il consenso volontario come
strada da
preferire (41,2%) lasciando solo al terzo posto l’opzione sopra
citata.

Anche
il dato relativo ai servizi è curioso: la loro difesa ad
oltranza viene prediletta nella zona del Sandanielese
(21,1%), seguita dal Gemonese, Canal del Ferro e
Valcanale (20%)
e, ben distanziata, dalla Carnia (12,2%). Il Tarcentino non
prende nemmeno in
considerazione l’opzione.

I
candidati sindaci si dimostrano abbastanza compatti nelle
linee
guida da seguire,

cercando ovviamente di tutelare
il proprio territorio ma aprendosi, come già detto, alla rete e
all’Europa.

La
Cisl Alto Friuli saprà certamente fare tesoro di queste
risposte, che costituiscono lo scheletro su cui lavorare
insieme
;
inoltre, i candidati si dimostrano in linea con le proposte
espresse dal Sindacato nel Congresso dell’anno scorso.

L’augurio
che la Cisl Alto Friuli vuole fare
è quello che una volta fece Jean Monnet: “È meglio combattere
attorno ad un
tavolo che sul campo di battaglia”.