Imprenditori e sindacati si interrogano sul futuro della montagna

Servono
iniziative concrete con obiettivi mirati per dare impulso e sviluppo
alla montagna friulana.

Lo
hanno sottolineato a Tolmezzo, in un incontro tenutosi presso la
Delegazione di Confindustria Udine, imprenditori e sindacati chiamati
a fare il punto sullo stato dell’arte del progetto di filiera
bosco-legno.

Vittorio
Di Marco, capo della Delegazione di Tolmezzo, e i segretari
provinciali Alessandro Forabosco (Cgil), Franco Colautti (Cisl Alto
Friuli) e Ferdinando Ceschia (Uil), hanno ribadito la necessità
di rendere concrete le azioni contenute nel progetto di
valorizzazione del bosco-legno della montagna friulana.

“Il
discorso su questo progetto – sottolinea il capodelegazione Di
Marco – ci ha portato a fare anche altri ragionamenti su come
rivitalizzare la nostra area. Di una cosa siamo tutti convinti,
ovvero dell’importanza di sensibilizzare la Regione pure sulle
tante altre problematiche che presenta la nostra zona la quale,
avendo poca voce politica, corre altrimenti il rischio di soccombere.
Per contro noi ci dobbiamo impegnare a lavorare in rete perché,
tenuto conto delle ridotte dimensioni aziendali, solamente con una
mentalità nuova proiettata al futuro potremmo immaginare di
rimanere competitivi nel mercato globale”.

“La
Cgil – commenta Forabosco – valuta positivamente il progetto di
filiera bosco legno. E’ un piano concreto in grado di dare al
territorio e anche ai giovani risposte occupazionali, formative e
professionali importanti. Valorizzeremmo così una risorsa che
la montagna ha e che può costituire uno degli elementi cardine
per il rilancio. Condivido anch’io la necessità di fare
sistema tra noi per fare massa critica nei confronti delle forze
politiche e del Governo regionale al fine di ridurre la marginalità
che oggi la montagna friulana vive. Altrimenti lo spopolamento e il
degrado diventeranno irreversibili”.

“La
Cisl apprezza il progetto filiera bosco-legno – evidenzia Franco
Colautti – in quanto tiene insieme tutti gli aspetti ambientali,
manifatturieri e culturali all’interno di una cornice concreta che
valorizza le potenzialità del territorio. L’auspicio è
che questa iniziativa, per il suo spirito di condivisione, possa
rappresentare un punto di partenza per affrontare pure tutte le altre
problematiche socio-economiche della montagna regionale”.

“La
Uil – racconta Ceschia – attribuisce grande importanza all’idea
di rete. Se dobbiamo leggere la montagna solo come marginalità
e come difficoltà di operare potremmo non farcela a
focalizzare l’attenzione sui suoi progetti di rilancio. Fare rete
significa coinvolgere e rendere parte attiva nei progetti più
soggetti possibili. Quando vengono delle idee è bene affinarle
ma poi queste devono diventare elemento di contaminazione. E’ una
sfida e la montagna ce la può fare, ripeto, solo se contamina
più soggetti possibili”.