Montagna, al via anche in FVG le “strategie UE” per le aree interne
Sicuramente una quota di 4-5 milioni di euro di fonte nazionale,
a cui si aggiungeranno le risorse dell’Unione europea "prelevate"
dai Fondi comunitari quali Fondo europeo per lo Sviluppo regionale,
Fondo sociale europeo e Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale.
Sono questi i finanziamenti a disposizione anche della Regione
Friuli Venezia Giulia per attivare una nuova strategia Ue "per le
aree interne", cioè per il sostegno dello sviluppo sociale ed
economico del territorio montano, che la Giunta regionale ha
valutato nella giornata di ieri, su proposta della stessa
presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.
Questa "Strategia nazionale per le aree interne" rappresenta una
novità nell’intervento delle autorità di Bruxelles a favore delle
cosiddette "terre alte", nell’intento di invertire la rotta della
marginalizzazione di quei territori che – per distanza dai poli
in cui si concentrano le attività economiche e/o i servizi
pubblici e privati e, di conseguenza, in molti casi, anche dagli
snodi prioritari delle infrastrutture viarie – si sono nel tempo
impoveriti dal punto di vista demografico ed economico
(patrimonio, reddito, occupazione).
Grazie a queste "nuove" risorse, anche il Friuli Venezia Giulia –
le modalità di attuazione sono ancora in discussione a livello
nazionale – dovrà concretizzare alcuni specifici progetti d’area,
rivolti in modo prioritario all’ "adeguamento della quantità e
della qualità dei servizi essenziali (istruzione, salute e
mobilità)" ed all’attuazione di progettualità di sviluppo locale,
legati in modo particolare alla tutela territoriale e alla
valorizzazione delle risorse naturali, culturali e turistiche,
allo sviluppo del sistema agroalimentare, al risparmio energetico
e al "saper fare artigiano.
Il ministero dello Sviluppo economico ha comunque fornito a tutte
le Regioni due precise indicazioni: l’identificazione, in questa
prima fase, di un prototipo d’intervento, che funga da modello
per successivi ulteriori progetti dedicati alle aree interne;
l’esigenza che il progetto d’area venga a riguardare
un’Associazione di Comuni e, dunque, nell’auspicata prospettiva,
viene sottolineato, di nuove aggregazioni di Comuni "come
risposta ad esigenze di ottimizzazione dell’amministrazione
locale".
La Regione ha pertanto ritenuto di avviare la prima
sperimentazione FVG per attuare un progetto d’area nell’ambito
dell’Associazione intercomunale "delle Valli e delle Dolomiti
friulane", che raggruppa una quindicina di Comuni e conta oltre
26 mila abitanti.
In un secondo tempo, ha stabilito la Giunta regionale, gli altri
territori "aggregati" che potranno essere interessati da progetti
d’area, saranno quelli delle Associazioni intercomunali "Alta Val
Degano"+"Alta Valle del But"+"Alta Carnia" (complessivamente 14
Comuni) e "Val Canale"+"Valli del Fella" (8 Comuni).
Per la Giunta i progetti d’area rappresentano gli elementi di una
più complessiva strategia regionale per lo sviluppo delle aree
montane, sulla scia peraltro delle indicazioni che di fatto
giungono dall’Unione europea.
