Sabato 22 a Gemona presentazione di “Ulderico e il figlio irrequieto”
L’Ecomuseo delle Acque invita alla presentazione del libro di Carlo Bressan
"Ulderico e il figlio irrequieto", in programma sabato 22 febbraio alle 17.30
presso il Laboratorio didattico sul Terremoto in piazza Municipio 5 a Gemona.
Interverrà Bianca Agarinis, sarà presente l’autore.
Il libro “Ulderico e il figlio irrequieto” è costituito da microstorie e avvenimenti vissuti
principalmente nella nostra regione ma anche in alcuni paesi dell’Africa da due per
sone,
Ulderico, padre, e Carlo, figlio, che l’autore riporta sul libro in due momenti storici ben distinti
e diversi della loro vita, soprattutto per il contesto storico in cui si sono svolti.
Il primo, vissuto dal padre Ulderico, durante la guerra combattuta dall’Italia contro l’Etiopia
e la Somalia tra il 1935 e il 1937 e documentato da tantissime immagini fotografiche
dell’A
frica con le persone che la abitano, i villaggi, i bambini, le donne, gli animali,
la
savana
e
per finire i soldati motorizzati che solcano quelle terre sulle tanto mitizzate strade costruite
per portare la nostra "civiltà". Le immagini dei soldati italiani e dei
mezzi
utilizzati per
l’occupazione
di
quelle terre sono la testimonianza di un impegno coloniale poi
miseramente
fallito, con la distruzione di una società a suo modo in equilibrio.
Il secondo, vissuto dal figlio Carlo, a cavallo degli anni sessanta e settanta, durante un periodo
di contestazione studentesca di scala internazionale con grandi stagioni di dibattiti politici e
cultu
rali, anni di entusiasmi e passioni vissuti che il libro di Bressan vivacemente rappresenta,
cui si in
trecciano episodi dell’incipiente terrorismo "regionale" del quale fu momento essenziale
la strage di
Peteano. Carlo, irrequieto, partecipa con decisione, impeto, generosità, a volta con
soave
imprudenza, agli eventi del nostro “passato prossimo”: il ’68, la contestazione, la stagione
della
strategia della tensione. Carlo è sempre in prima linea con passione polemica per
smascherare, per
denunciare, per aiutare i più deboli.
In tutto questo, Aiello è il concreto e suggestivo crocevia dell’azione e degli eventi raccontati,
un paese che sicuramente si può identificare con tanti altri paesi friulani, fatti di
persone e
personaggi, mestieri, famiglie, luoghi, atmosfere, solidarietà, dialoghi,
inquietudini, che il Circolo
Navarca, tramite il suo autore, con questa pubblicazione vuole rendere
pubblico.
