Ospedale di Gemona, per il M5S bisogna ascoltare tutti

Alcuni giorni fa il MoVimento 5 Stelle di
Gemona ha organizzato un’assemblea
dedicata al riordino della rete
ospedaliera regionale
, che ha visto la partecipazione anche del consigliere regionale M5S, Andrea Ussai,
vice presidente della Commissione Sanità del Consilio regionale, e dei rappresentanti
del gruppo “Cicogna”,
un’associazione di liberi cittadini che da diciotto anni lottano in difesa
dell’ospedale San Michele di Gemona.

Tra i punti trattati durante l’assemblea,
si è parlato in particolare dell’approvazione da parte della giunta
Serracchiani delle “Linee per la
gestione 2014 del Servizio sanitario regionale
”, e del mandato ai direttori
generali di procedere alle razionalizzazioni che potrebbero portare alla
chiusura di alcuni servizi negli ospedali del Friuli Venezia Giulia.

«Prima di decidere una linea da portare
avanti – ha precisato Andrea Ussai, rendendosi disponibile a prendere in
considerazione le istanze del gemonese, il MoVimento 5 Stelle intende ascoltare tutte le realtà territoriali e i
professionisti
. In linea generale ritengo pericoloso sguarnire un
territorio dei servizi essenziali – continua -. È indispensabile porre la massima attenzione alla sicurezza
e valutare con la massima cura le esigenze
, per offrire a tutto il
territorio dell’alto Friuli ciò di cui realmente ha bisogno, garantendo l’accessibilità
dei servizi e l’omogeneità di trattamento rispetto al resto della regione».

«Ma a fronte di tagli così consistenti bisogna
incominciare affrontare ad subito il
tema della riforma sanitaria e della riorganizzazione complessiva dei servizi

perché rimandare tutte le decisioni a dopo le elezioni o addirittura a
settembre, come annunciato dall’assessore, non è sostenibile! Posizione
condivisa anche dal gruppo “Cicogna”, che sostiene come l’operatività del riordino,
per certi versi, sia già in atto».

La portavoce del gruppo “Cicogna”, Monica Ferragosto, ha chiesto infatti
all’assessore Telesca «di riferire in merito al futuro del nostro ospedale. Da
quanto è trapelato si ritiene
inconcepibile che si preveda la chiusura di reparti, del pronto soccorso nelle
ore notturne e dell’area di emergenza dell’ospedale di Gemona
, senza
pensare alla ricaduta di tale disservizio sui cittadini e sulle altre strutture
ospedaliere, Udine in primis. Con il parere favorevole della “Joint
International Commission”, appare insensato penalizzare ancora una volta (dopo
le nefaste riduzioni subite con l’applicazione della L.13/95) la struttura
gemonese».

Il MoVimento 5 Stelle di Gemona del Friuli
evidenziando gli sprechi che si sono
verificati fino ad ora nella sanità regionale, sostiene la necessità di partire con i tagli «dai doppioni esistenti in aree
urbane, sub urbane e di pianura con minori distanze e meno problematiche rispetto
ai servizi esistenti in area montana»
aggiungendo che «per una popolazione
di almeno 100 mila abitanti come l’Alto Friuli (comuni a nord di Udine, la
Comunità Collinare, la Val Canale Canal del Ferro e la Carnia) i servizi di
prevenzione, cura e riabilitazione devono essere garantiti attraverso il
miglioramento della necessaria interazione dei tre ospedali di Tolmezzo, Gemona
e San Daniele, con personale sanitario disponibile a lavorare sulle tre sedi, per
garantire l’emergenza e gli interventi chirurgici programmati, senza
intervenire con chiusure che porterebbero a desertificare il territorio».

Il MoVimento 5 Stelle di Gemona continuerà a sensibilizzare la popolazione
su queste tematiche, chiedendo alla politica di attivarsi
. Obiettivo
finale: proporre e sostenere un modello di sanità che non penalizzi il gemonese
e l’Alto Friuli, trovando momenti di incontro costruttivo anche con i
consiglieri gemonesi, Revelant e Zilli,
e con tutti gli interlocutori interessati, come accaduto nei giorni scorsi con
il consigliere regionale M5S Andrea Ussai.