Servizio idrico, interrogazione bipartisan in Consiglio Regionale
Gestiscono direttamente il servizio idrico con efficienza e qualità, per la soddisfazione dei cittadini. Eppure i Comuni di Forni Avoltri, Ligosullo e Cercivento rischiano di dover passare la mano sul controllo dell’acqua. A chi? Alla società per azioni Carniacque. Perché? A causa delle “pressioni” esercitate dall’autorità d’ambito del Friuli centrale. È la denuncia trasversale dei consiglieri regionali Enore Picco (Lega Nord), Piero Colussi (Cittadini) e Enio Agnola (Italia dei Valori), che chiedono attraverso un’interrogazione rivolta al presidente Tondo e alla giunta regionale “se ritengono legittima ed opportuna la richiesta dell’Autorità d’Ambito del Friuli Centrale di consegnare le reti e gli impianti alla società Carniacque spa”, e “se e come intendono intervenire”. Secondo i consiglieri regionali “i Comuni citati hanno scelto di gestire il servizio idrico in proprio a seguito di delibera unanime dei rispettivi consigli comunali e pronunciamento di larga maggioranza dei cittadini-utenti”. Non solo. Picco, Agnola e Colussi rilevano che “la gestione del servizio è sempre stata efficiente, efficace ed improntata al principio di economicità con positivo riscontro degli utenti”, e ricordano, per inciso, che “è pendente di fronte il Tribunale Superiore delle Acque una vertenza tra tali Enti Locali ed il gestore Carniacque s.p.a. in merito alla gestione del servizio idrico”. I tre consiglieri regionali sottolineano altresì che “con Legge 23 dicembre 2009 n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato) sono state soppresse le Autorità d’Ambito territoriale”, aggiungendo che “con Legge Regionale 29 dicembre 2010 n. 22 (Disposizioni per la formazione del bilancio pluriennale ed annuale della Regione) la vigenza delle Autorità d’Ambito è stata prorogata al 1 gennaio 2012 in attesa della definitiva revisione delle medesime”. La conclusione di Picco è una stilettata: “Qui si intima ai Comuni di montagna di sacrificare la loro autonomia sull’altare degli affarucci dei soliti noti. Inoltre, si è deliberatamente disponibili ad azzerare un servizio che funziona per foraggiare società che non brillano per trasparenza. Con l’aggravante che il conto lo pagheranno solo i cittadini”.
