Giovani argentini ospiti allo IAL di Gemona

Mondi diversi, scuole lontane, problematiche distanti. Unico comun denominatore, la voglia di conoscere altre realtà per avere una visione più ampia. E da cosa nasce cosa. Uno scambio di progettualità, di intenti e un arricchimento. E’ quanto accaduto al centro IAL di Gemona del Friuli che ha ospitato in questi giorni i ragazzi del quartiere Ferrari di Buenos Aires facenti parte del progetto Snait, dove sono coinvolti un gruppo di volontari friulani, tra cui Federico Galvani, docente di orientamento e comunicazione dello IAL, impegnati a sviluppare un processo di autopromozione sociale, economica e civile in materia di formazione multiculturale reciproca.

I giovani ospiti della scuola di Gemona si stanno formando per poter aiutare i bambini della villas di Buenos Aires e offrire loro una possibilità di riscatto. Tra i ragazzi dello IAL e i futuri volontari argentini è nato nel corso dell’anno scolastico un intenso rapporto epistolare. Il docente Galvani ha preparato le allieve del corso di acconciatura a comprendere come i giovani possono aiutare altri coetanei a costruire un futuro migliore. Questo può essere fatto nella società del benessere in cui si sono persi alcuni valori fondamentali e uno degli scempi evidenti si rintraccia in fenomeni come il bullismo, ma anche in una realtà quale la parrocchia di San Paolo del quartiere argentino Ferrari, in cui i diritti dei bambini vengono calpestati e il rischio di diventare “cattivi cittadini” è altissimo.

Le studentesse dello IAL, orgogliose del proprio istituto, hanno mostrato gli ambienti di studio e di pratica, mentre i ragazzi argentini hanno fatto vedere come grazie ai volontari friulani alcuni bambini hanno ripreso a sognare e a credere nella vita. L’esperienza del volontariato ha portato in Argentina laboratori di artigianato, teatrali, musicali, di disegno, ha dato nuove prospettive di lavoro. Lo scambio tra mondi diversi, dunque, è stato propositivo, un’esperienza di vita per le giovani dello IAL.